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Janogy a La Nazione: «Contenta e fortunata di vivere la maternità in un club come la Fiorentina»

L'attaccante svedese della Femminile ha annunciato ieri la propria pausa dalla competizioni: è in dolce attesa

Una lietissima notizia è arrivata ieri nel mondo viola: Madelen Janogy è in dolce attesa. L'attaccante svedese della Fiorentina Femminile ha annunciato la propria gravidanza al gruppo squadra, nel primo giorno di raduno estivo. Aprendo una nuova e significativa pagina per il movimento calcistico italiano.

La notizia, diffusa con un video che mostrava l'ecografia e una scritta «Bebé in arrivo», carico di emozioni e significato, rappresenta un vero e proprio manifesto di civiltà sportiva: la calciatrice continuerà a osservare un programma di allenamenti personalizzati al Viola Park e pianificherà il rientro agonistico nel 2027, supportata da un club che tutela la maternità non come un ostacolo economico, ma come un diritto fondamentale.

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«Sono molto felice – racconta Janogy in un'intervista a La Nazionedel supporto che la Fiorentina mi ha dato da quando ho annunciato la mia gravidanza al club. Ho ricevuto solo reazioni positive da parte di tutto lo staff e mi sento davvero felice e fortunata di vivere questo percorso in un club come la Fiorentina, che si impegna ad aiutarmi in ogni fase di questo viaggio».

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L'ha sorpresa la disponibilità del club, considerato anche quanto accaduto con altre atlete, negli altri sport? «Creare una famiglia portando avanti contemporaneamente la carriera calcistica è un sogno per molte ragazze che giocano, ed è importante che i club offrano il massimo sostegno quando ciò accade; penso che la Fiorentina stia dando un ottimo esempio in questo senso».

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Qual è stato il suo primo pensiero? «Diventare madre sarà la mia prima priorità quest'anno, tuttavia sono pienamente impegnata e motivata a tornare in campo non appena potrò, e sono felice di fare questo percorso insieme alla Fiorentina, che mi darà il supporto necessario affinché questo si realizzi».

A proposito di Fiorentina, penso a quanto accaduto con Sara Bjork Gunnarsdottir (una delle prime calciatrici, all'epoca in forza al Lione, a ricevere un congedo dall'attività calcistica per maternità, ndr), quanto l'ha sorpresa l'atteggiamento del club viola? «Sta cominciando a diventare normale, in Italia forse in altri due casi è successo. Adesso con le tutele del contratto professionistico del 2022 sta e può essere la normalità che la carriera sportiva venga messa in pausa causa maternità».

Il professionismo quanto ha aiutato? «Tanto, ora le professioniste hanno queste tutele legali mentre prima non era così. Forse ci sorprendiamo di un aspetto che dovrebbe essere la normalità. Fa più rumore infatti il comportamento della Fiorentina, e non avevo dubbi sullo spessore umano del club, proprio per il suo approccio. Prima stava alla volontà del singolo club».

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