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Italiano vara la formazione super offensiva: riecco la Fiorentina dei bei tempi

Italiano torna a una formazione spregiudicata e votata all'attacco e alla fine ha ragione lui: dominata e battuta la Lazio

La Fiorentina a trazione anteriore è sembrata subito quella dei bei tempi. Il solito giro palla, ma più convinto e veloce, con Arthur ispirato in regia e finalmente un Nico tornato in forma, al quale si univa il Gallo. Scrive La Gazzetta dello Sport.

La Lazio ha impostato, come detto, la gara come col Torino e col Bayern: bella chiusa in attesa della ripartenza giusta. Che non arrivava, perché la Viola ha messo in atto una sorta di assedio dove ha provato di tutto per fare gol.

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Padrona in mezzo e sulle fasce, con Marusic in grande difficoltà con Nico, è arrivata più volte dalle parti di Provedel e dal minuto 18 in poi ha creato più occasioni che in tutte le gare del 2024. E’ partita con una doppia chance clamorosa, con il tiro ben calibrato di Nico che Provedel con una prodezza ha deviato sul palo e sulla ribattuta è arrivato Bonaventura che ha tirato a colpo sicuro ma con un miracoloso intervento in scivolata Casale ha deviato in angolo.

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Poco dopo, sul corner di Biraghi, è stato Belotti di testa a colpire il palo. Il Gallo si è ripetuto su un altro corner e Casale ha salvato un altra volta. C’è stato persino un palo colpito direttamente da calcio d’angolo di Biraghi.

Ma poi, alla prima ripartenza la Lazio, che fin lì non si era mai vista davvero, sballottata a destra e a manca dalle azioni viola, ha colpito. Veloce la manovra Isaksen-Immobile-Guendouzi che ha portato Luis Alberto in area, bravo a infilare Terracciano nell’angolino.

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Stadio incredulo. Sommario del primo round: 11 tiri, sei in porta di cui tre sul palo e 11 corner dei viola contro 1 tiro e 1 corner della Lazio. 1-0 per la Lazio. Così è il calcio a volte, se vi pare.

Rimonta

Sarri è corso ai ripari sulla sinistra sostituendo Marusic con Hysaj e ha rispolverato Zaccagni per Isaksen, al rientro dopo un mese e mezzo. La Fiorentina è rimasta la stessa fino dopo la mezzora perché non c’era nulla da cambiare.

E’ ripartita nel secondo round come nel primo e ha schiacciato la Lazio nella sua area, stavolta senza subire nemmeno una ripartenza. Altre occasioni a raffica, con Gonzalez scatenato e un Beltran ottimo nel pressing e nelle rifiniture.

Il primo vero pericolo l’ha portato Ranieri, ma la sua zuccata è stata respinta da Provedel. Poi è entrato in scena Belotti: servito da Nico in area ha crossato e sul rimpallo si è buttato Kayode per il primo gol della sua giovane carriera (19° marcatore diverso, nessuno di più in A).

Poco dopo, lanciato da Beltran, il Gallo è stato atterrato da Casale in area per il rigore che Nico ha tirato sul palo col portiere spiazzato. Sembrava una partita stregata ma due minuti dopo, sull’ennesima incursione, una sassata di Beltran costringeva Provedel alla respinta sui piedi di Bonaventura che non sbagliava il tap in.

Non si era ancora alla mezzora, ma la Lazio non è riuscita a riorganizzarsi e tentare uno straccio di reazione. Il tiro-gol del mago è rimasto l’unico, quelli della Viola non si contavano più. Italiano batte per la prima volta in carriera Sarri. Momento migliore non poteva trovare.

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