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Italiano-Fiorentina: un triennio da Europa ma senza il salto di qualità

I numeri del tecnico a pochi giorni dal suo addio a Firenze. Un triennio colmo di partite con alcuni obiettivi raggiunti e altri meno

Italiano mercoledì toccherà quota 162 partite sulla panchina della Fiorentina. Un cammino che se nelle coppe ha portato a 5 semifinali (più quella in Supercoppa) e tre finali, in campionato ha permesso alla Fiorentina di chiudere con un settimo posto nel 2021/22 (con 62 punti), un ottavo un anno fa (56 punti) e un’altra ottava piazza quest’anno nel quale, con una gara ancora da giocare, sono 57 i punti in classifica.

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Scrive il Corriere Fiorentino. «Abbiamo fatto meglio di un anno fa», ha fatto sapere Commisso. Vero, in termini numerici, anche se bisognerebbe considerare la concorrenza e da questo punto di vista la Fiorentina è sempre rimasta lì, senza fare il salto di qualità.

Colpa di scelte di mercato non sempre azzeccate, così come dello scarso coraggio quando a gennaio (cessione di Vlahovic nel 2022 o mancato acquisto di quanto richiesto dall’allenatore quest’anno) per due volte la squadra si era ritrovata in lotta per la Champions.

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Continuando con l’analisi di quanto successo in questi anni, è giusto considerare anche i gol fatti e subiti nei vari campionati visto che, proprio su questo, si è spesso discusso. Nel 2021/22 lo score fu di 59 reti fatte e 51 subite; nel 22/23 53 e 43 e nel 23/24, per ora, siamo a 58 e 44.

Rispetto all’annata d’esordio insomma è migliorata la fase difensiva, mentre in attacco è stato pagato il conto alla perdita di Vlahovic e, più che altro, all’incapacità di sostituirlo a dovere. Certo, alcuni difetti sono rimasti.

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Il riferimento è per esempio ai gol presi in campo aperto anche se, parlando di occasioni concesse, la Fiorentina nelle ultime due stagioni è stata costantemente tra le migliori in Italia. È il «prezzo» da pagare al coraggio, alla mentalità e alla fortissima identità che, probabilmente, resta la più preziosa eredità che lasceranno in dote questi tre anni.

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