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Investimenti sbagliati e scommesse perse: c'è una squadra intera in partenza

Una squadra intera in partenza. Il lavoro di Paratici sarà enorme anche in uscita

Che Fabio Paratici sia atteso da un lavoro importante è risaputo. Che debba rivoluzionare la rosa della Fiorentina anche. Sarà un gennaio tutto d'un fiato. Da una parte il campo, dentro il quale Vanoli dovrà necessariamente trovare punti da domenica in avanti. Dall'altra le trattative che cominceranno ufficialmente tra poche ore e dureranno fino al prossimo 2 febbraio alle ore 20. Finestra nella quale porre rimedio agli errori - tanti - dell'ultimo periodo.

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Un gioco. O forse no. Sta di fatto che c'è una squadra intera con la valigia in mano. Calciatori che, per un motivo o per un altro, non si sono rivelati funzionali al progetto tecnico della Fiorentina. E in parte hanno contribuito a creare una situazione di classifica totalmente inattesa.

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IN CERCA DI CONTINUITÀ. Martinelli se ne andrà in prestito. Ci ha sperato. Ci ha creduto. Ma nessuno ha avuto realmente fiducia in lui. Tranne Galloppa. Che alla prima occasione l'ha mandato in campo da titolare a Mainz. Ma Pioli e Vanoli no, a dispetto di promesse di inizio stagione. Mai mantenute. Per lui servirà trovare una squadra che gli dia continuità, anche in Serie B, nella seconda parte di stagione.

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DIVERSI ADDII. Diverse cose andranno sistemate in difesa. Se sono in netto rialzo le quotazioni di Comuzzo (di gran lunga più a proprio agio nella difesa a quattro), ci sono giocatori che saluteranno. Pablo Marí è uno di questi, un anno dopo l'arrivo voluto da Palladino. E chissà che lo stesso tecnico dell'Atalanta non lo rivoglia con sé. Occhio anche a Viti, che potrebbe far rientro a Nizza, magari per essere prestato altrove. E' stata una scommessa di Pradè, non andata a buon fine anche se è stato impiegato poco per essere valutato fino in fondo. C'è anche Kouadio in bilico, che ha una marea di richieste di prestito. Paratici e Goretti valuteranno senza fretta negli ultimi giorni di mercato anche in relazione alla condizione di Lamptey, che dovrebbe tornare a disposizione fra non troppo.

MEDIANA DA CAMBIARE. Lì dove la rivoluzione dovrà essere più profonda è il centrocampo. A dispetto di quello che si poteva pensare qualche settimana fa, ai saluti c'è Nicolussi Caviglia. Alla Fiorentina è costato circa 500.000 euro di prestito oneroso. A livello economico si sono viste operazioni peggiori. L'obbligo di riscatto non è scattato e non scatterà (50% delle presenze complessive da almeno 45 minuti). Rientrerà al Venezia che lo girerà in prestito altrove, forse al Cagliari che rileverebbe le medesime condizioni dei viola. Già partito Sabiri, rivalutato da Pioli e rispedito nel dimenticatoio da Vanoli. Non rientra nel progetto tecnico, si sta cercando una nuova squadra. Che ha già trovato Infantino, altro investimento sbagliato. Torna mestamente in Argentina, all'Argentinos Juniors. Occhio poi a quello che potrà succedere intorno a Ndour (non è certo di rimanere), ma anche Mandragora (ha rifiutato il Genoa, ma c'è anche l'Atalanta oltre al Torino nell'eventuale scambio con Casadei).

ADDIO EDIN. In attacco l'addio certo è quello di Edin Dzeko. Servirà trovare qualcuno in grado di accollarsi l'alto ingaggio (ancora 900.000 euro per la seconda parte di stagione). Piace al Genoa e al Cagliari, la disponibilità economica è più ampia però all'estero. E poi sarà da valutare la posizione di Kouame. Tecnicamente può anche far comodo a Vanoli, ma il suo stipendio (1.7 a stagione) pesa tantissimo sul monte ingaggi complessivo. E quello, oltretutto, ha bisogno di essere alleggerito. 


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