In attacco i tanti acquisti di Corvino non ingranano: siamo sicuri che in estate si potrà comprare senza sacrifici in uscita?
L'andamento piatto di questo campionato della Fiorentina viene continuamente mitigato da dichiarazioni di società e allenatore, i quali tengono a ribadire che questo è un "anno zero" per la Fiorentina, volto a scoprire chi dei tanti giovani acquistati nella rivoluzione estiva possa costituire l'ossatura della Fiorentina del futuro.
Purtroppo per i vertici del club gigliato, queste non sono motivazioni che soddisfano la piazza fiorentina, esigente per natura e per storia calcistica.
Una piazza abituata ad una squadra che lotta quantomeno per le posizioni che consentono l'accesso all'Europa League. Obiettivo mai sbandierato né da Pioli né da Corvino, entrambi consapevoli di avere tanto materiale da sgrezzare.
Ma sopratutto, incapaci di conoscere il reale valore dei tanti acquisti estivi fino alla prova finale del campo.
Cosa ci ha detto il campo finora? Per quanto riguarda la fase difensiva, la Fiorentina subisce troppi gol da palla inattiva, ma nelle fasi attive di gioco la squadra nel complesso ha mostrato una discreta solidità, generata da uno spirito di sacrificio che coinvolge tutti gli uomini messi in campo da Pioli.
Certo, essere la nona difesa della Serie A (con 32 gol concessi) non può considerarsi un fiore all'occhiello; ma se si escludono prestazioni imbarazzanti che hanno portato a vere e proprie "goleade" per gli avversari (Verona, Sampdoria, Inter all'andata), si può dire che i mali più gravi della squadra siano altrove.
Soprattutto in virtù del rendimento dei centrali difensivi, ovvero il ruolo in cui Fiorentina sembra essersi mossa meglio sul mercato. Sugli esterni bassi, invece, c'è ancora tanto da lavorare.
Per quanto riguarda la fase offensiva, dopo un periodo più che giustificato di assestamento, la squadra viola ha trovato una certa identità di gioco, che la porta ad arrivare spesso sulla trequarti avversaria.
Una volta giunti nella zona nevralgica della fase offensiva, tuttavia, l'attacco gigliato si perde troppo spesso, commettendo errori banali sia nell'ultimo passaggio che nella mera fase di realizzazione. Insomma, nonostante la Fiorentina arrivi spesso a ridosso dell'area di rigore, fa una fatica matta a costruire nitide palle gol; quando riesce a costruirle, si assiste troppo spesso ad errori grossolani dei giocatori.
Con la sola eccezione Chiesa, unico "top player" in rosa - che però commette ancora tanti errori di gioventù, che lo vedono troppo spesso intestardirsi nella soluzione personale - chiunque sia stato schierato nell'attacco gigliato ha deluso le aspettative.
Simeone, rispetto ai primi mesi, ha mostrato qualche miglioramento nell'interazione i compagni; ma il suo digiuno prolungato in zona gol (che dura dalla rete con l'Inter) rende inutili i piccoli progressi mostrati. Difficile ad oggi dare un giudizio netto su che giocatore sarà il Cholito.
Thereau, dopo un buon inizio, è calato vistosamente fino a perdere il posto da titolare. Gil Dias è l'emblema della discontinuità: un paio di buone prestazioni, tra le quali c'è quella con la Juventus, non possono bastare a nascondere l'inconsistenza sul campo mostrata sin qui dal portoghese, sul quale pende un diritto di riscatto di 20 milioni (!!!).
La situazione precipita guardando al parco trequartisti: Saponara è il vero oggetto misterioso di questo campionato, Eysseric finora si è dimostrato inadatto ai ritmi del calcio italiano.
Il 4-2-3-1 disegnato da Pioli ad inizio stagione era pensato per esaltare le loro caratteristiche. Gli infortuni dei due giocatori (e le difficoltà di Benassi) hanno portato il tecnico gigliato a cambiare sistema di gioco, sistema che non è mai stato riproposto, se non per qualche spezzone di partita, a causa delle prestazioni deludenti dei trequartisti.
Troppo presto per giudicare Falcinelli, ma il confronto a fine stagione con quanto mostrato da Babacar nel girone di andata sarà inevitabile. Nessuna traccia, infine, dei giovani Lo Faso e Zekhnini, così come dei promettenti giocatori cresciuti nel settore giovanile gigliato come Gori e Sottil.
Questo nonostante si stia vivendo una stagione che sembra condannata al centro classifica.
Se a questa analisi ci aggiungiamo la probabile partenza a giugno di Badelj, motore del gioco della Fiorentina e attualmente insostituibile per caratteristiche dei giocatori in rosa, il futuro non sembra così roseo.
Certo, secondo il dg viola da oggi la Fiorentina "potrà permettersi di comprare senza vendere". Ma se gran parte del mercato 2018 di Corvino non sta convincendo (Veretout, Milenkovic e Pezzella ad oggi sono le scommesse vinte), a giugno i tasselli da ricomporre di questa rosa potrebbero essere davvero numerosi.
E allora la domanda sorge spontanea: siamo davvero sicuri che per fare mercato non sarà necessario un altro grosso sacrificio in uscita?



Lascia un commento