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Il buio oltre i lampi di Chiesa. Simeone senza alternative, Pjaca in un 'dorato letargo'

Il Cholito in astinenza da gol, il croato di proprietà della Juve non incide. 'Palla a Chiesa e si vedrà', il leitmotiv dell'attacco viola.

Nove partite: due gol, cento errori, poche occasioni, nessuna riserva di ruolo, a parte il ragazzino Vlahovic, quello che Pioli butta dentro per disperazione. Benvenuti nel mondo senza sole di Giovanni Simeone, attaccante famoso per la garra e al momento poco altro, anche se basta un gol per parlare di offerte fantastiche e blindature altrettanto fantasiose, scrive La Repubblica.

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Non c’è pace per i bomber: se segni bene, altrimenti diventi un pacco. E un attaccante non può essere felice se non segna. CENTRAVANTI? E’ giusto chiedersi se Giovanni Simeone sia un ragazzo destinato a superare i venti gol oppure è più semplicemente una seconda punta messo per necessità a giocare centravanti, o uno comunque destinato a viaggiare tra le dodici e le quindici reti.

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Questo lo capiremo più in là, ma ora ciò che conta è lavorare per farlo rendere al meglio e notare che spesso il ragazzo si trova a giocare in solitudine. Perchè o c’è Chiesa a dargli una mano, oppure c’è Chiesa, appunto. Insomma, sarebbe ingiusto criticare il figlio del Cholo senza tener conto delle caratteristiche attuali di un gruppo dove latita la fantasia.

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SOLITUDINE. E allora non è possibile slegare il momento no del cholito da quello davvero triste del fenomeno della Juventus Marko Pjaca, quello col dieci viola sulle spalle. Quanti palloni golosi ha creato il croato per Simeone?

E questo, in fondo, è il suo lavoro. E se non nascono alternative offensive al classico «palla a Chiesa e si vedrà», forse uscire dall’ombra diventa difficile. Quindi serve il vero Pjaca, o al limite Mirallas, se il bianconero insiste nel suo dorato letargo.

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