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Il Blog dei Tifosi - La difesa a due

Fiorentina tra dubbi di mercato e attese per i rinforzi: Palladino chiede qualità e quantità per affrontare la prima stagione in viola

La prima giornata è passata. La Conference è in rampa di lancio e vedremo se il doppio turno con gli ungheresi del Puskás Ferenc Labdarúgó Akadémia ci regalerà un piccolo passo avanti o la necessità di concentrarci solo su campionato e Coppa Italia.

A pochi giorni dalla fine del mercato il completamento della rosa è ancora lontano da venire. Mancano gli uomini richiesti da Palladino per attuare le sue idee. Mancano sia numericamente che qualitativamente. Difficile sostenere che la società non abbia speso ma il dubbio che resta vivo è se sia stato speso bene.

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Negli anni gli investimenti più importanti non hanno dato i frutti sperati ne in campo ne nel bilancio e questo in qualche modo costringe a scelte non sempre coerenti con le necessità.

In Italia sembra che solo l'Atalanta sia tempestiva in entrata allorché si manifestino infortuni (come Scamacca) o uscite.

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Anche i bergamaschi però non sono esenti da problemi come nelle vicende Lookman e Koopmeiners. Visti i risultati però non sembra soffrirne troppo, almeno nell'immediato. Invece a Firenze questa lunghissima attesa per i rinforzi necessari inizia a rendere pensierosi più d'uno e anche Palladino già in più occasioni ha manifestato fiducia nella società per l'arrivo dei giocatori richiesti che però a me è sembrato più un modo per ribadire che così non basta.

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Vuole uomini di adeguate qualità per sistemare il centrocampo e, soprattutto, puntellare la difesa.

Inizio a credere che Pradè voglia testare se quanto si dice di Palladino corrisponda a verità ovvero che non sia un talebano del modulo ma uno che si adatta alla rosa di cui dispone.

Stai a vedere che giocheremo con la difesa a due! Nell'ultima riunione tecnica guardando la rosa Pradè deve aver proposto a Palladino di giocare con il 2-2-2-3-1. Bando alle ciance, vediamo di darci una mossa sul mercato. I risultati non aspettano e alla fine, se le cose non andranno bene, a difendere l'operato della dirigenza resteranno solo direttore generale e direttore sportivo.


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