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Idee e dubbi tattici: la difesa a tre fa gola, ma porta con sè un'incognita

I dubbi fanno parte del gioco, figuriamoci se non ne ha Stefano Pioli, che ha appena avviato il suo nuovo corso tattico alla Fiorentina. Tempo al tempo, il motto è questo ed è bene partire da qui prima di sviluppare qualsiasi tipo di analisi.

La Fiorentina ha un’età media di circa 24 anni, è la squadra più giovane di tutta la Serie A ed è comprensibile che per amalgamare una manciata di giovani (anche stranieri) serva tempo. Un mese, più o meno. Stefano Pioli lo chiede alla sua gente.

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Serve pazienza se i risultati sperati non arriveranno subito. Non sono frasi fatte, l’allenatore è convinto di avere un buon materiale umano e tecnico a disposizione. Come dicevamo, serve tempo, niente processi dopo poche settimane dall’inizio del torneo.

Ok, premessa fatta.

Ma torniamo ai dubbi di cui prima. Quello più grande è legato al modulo tattico. Si dirà, anche qui, che i moduli contano il giusto e che i numeri servono solo ai giornalisti, eppure almeno un piccolo dubbio deve essersi insinuato nella testa di Pioli.

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Questo nonostante un’intera estate passata a provare il 4-2-3-1 e nonostante che in carriera (non ultima la parentesi all’Inter) il modulo citato sia stato un grande cavallo di battaglia. Questione di convinzione su come occupare meglio il campo.

Le caratteristiche dei giocatori in rosa, però, impongono un certo tipo di riflessione. La questione terzini va maneggiata con cura. Fin troppo facile sparare su Tomovic (non è colpa sua se si ritrova titolare alla fine di ogni estate) e Bruno Gaspar (arrivato da poco, almeno un po’ di tempo per inserirsi gli va concesso).

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Così come a sinistra Maxi Olivera sembra aver finito i bonus ancor prima di iniziare la stagione e con Biraghi che, dei quattro esterni difensivi, sembra quello (al momento) che fornisce più garanzie, anche se negli occhi abbiamo solo un tempo al Bernabeu.

Con queste premesse ha senso continuare con la difesa a quattro ed in generale con il 4-2-3-1? Per Pioli si, almeno per un altro po’ di tempo. Per qualche addetto ai lavori forse no, perché questo modulo, senza terzini veramente forti che spingono ed entrano dentro il campo, non lo puoi fare un granché bene.

La difesa a tre comincia ad avere più di quale estimatore. Vuoi perché Pezzella (presentato oggi) ed Astori somigliano a due certezze e vuoi perché la terza maglia sarebbe messa in palio tra Vitor Hugo (uno degli acquisti più onerosi dell’estate) e Milenkovic (occhio al baby serbo che sta crescendo velocemente, lo dipingono come una spugna in allenamento).

Risalendo verso il centrocampo, i dubbi nella testa del tifoso aumentano ancora di più, perché Benassi, Badelj e Veretout sembrano messi insieme per giocare a tre, con due esterni larghi.

Per Pioli no (sempre per il momento), con Benassi che è stato dirottato esterno sulla trequarti. E questa è una convinzione datata, perché già il giorno dell’acquisto dell’ex Toro, dalla Fiorentina trapelava che il giocatore fosse stato preso per giocare sulla linea dei trequartisti.

In attacco il punto fermo è Simeone, intorno al quale bene o male ruoteranno tutti gli altri.

Fin qui fila tutto liscio, ma i dubbi si trasformano presto i freni quando c’è da disegnare un centrocampo con due esterni larghi. Perché in mezzo al campo e dalla trequarti in avanti puoi fare tutti gli aggiustamenti che vuoi, ma se giochi con la difesa a tre devi per forza avere due esterni larghi che sappiano fare entrambe le fasi di gioco.

Questo vale per il 3-5-2, per il 3-4-1-2, per il 3-4-2-1 e via discorrendo. Posto che a sinistra Biraghi sarebbe in netto vantaggio su Maxi Olivera, la domanda vera è un’altra: vale la pena sacrificare in quel ruolo Federico Chiesa?

Perché il sacrificato sarebbe lui, inutile girarci intorno. Al momento i vari Gil Dias, Zekhnini e compagnia non sembrano in grado di poterlo fare. E pure Bruno Gaspar potrebbe avere diverse difficoltà. Valutazione da fare attentamente, perché è chiaro che il potenziale di Chiesa sarebbe meglio sfruttarlo nei tre che comporranno l’attacco.

Dubbi ed ipotesi, che per ora rimangono tali anche nella testa di Pioli. La certezza sembra essere soltanto una: per adesso avanti con il 4-2-3-1 a cominciare da domenica sera contro la Sampdoria.

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