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I vecchi fantasmi e brividi finali, ma una vittoria che pesa: Fiorentina, che rumore fa la continuità

Terza vittoria in una settimana, la seconda di fila in campionato: per la prima dopo 4 mesi si rivede la 'luce'

"Che rumore fa la felicità?", cantano i Negrita. Con lo stesso ritmo la Fiorentina può interrogarsi, finalmente, su che rumore possa fare la continuità. Tre vittorie in una settimana, roba che non si vedeva da tempo. Due successi di fila in campionato. Un mini-filotto che porta a 15 i punti fatti in Serie A nelle 9 partite del 2026. Numeri che si accompagnano finalmente a quella classifica che vede i viola 'formalmente' al 16° posto. Non più terz'ultimi, o più in basso. Piccole consolazioni momentanee in una stagione di sofferenza pura, ma c'è da accontentarsi per ora. E continuare a lottare.

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FANTASMI RICACCIATI. Perché a proposito di sofferenza, Fiorentina-Pisa ha confermato le premesse della vigilia. Derby carico di tensione doveva essere, ed è stato. Terz'ultima contro penultima, uno scontro salvezza in tutto e per tutto. Con i viola che ringraziano Canestrelli e il suo tiro nella Fiesole smembrata dai lavori per non aver buttato via anche questa volta punti pesantissimi. Invece la vittoria è arrivata, un 1-0 aperto da un approccio deciso e qualitativo, dal 9° gol di Kean (il 3° di fila), ma seguito poi da un'altra partita in cui la squadra di Vanoli si è via via abbassata fino all'area piccola, concedendo palloni rischiosi agli avversari. Anche se c'è da dire che la squadra di Hiljemark di tiri nello specchio non ne ha fatti. Ma brividi e fantasmi sono tornati. Quelli del Torino, del Milan, della Lazio, di tutti quei punti persi da situazioni di vantaggio (22), specie nei minuti di recupero (10). Invece Canestrelli ha graziato i viola sull'ultimo pallone (dopo il raddoppio appena fallito da Fazzini), e quindi tutti felici e contenti. Perché il Pisa ora ha un piede in B, così come il Verona, mentre la Fiorentina ha agganciato Lecce e Cremonese ma per differenza reti sarebbe anche sopra le due rivali. Dopo 4 mesi, oggi i viola ‘vedono’ almeno la luce e, se finisse qui il campionato, sarebbero salvi. Giochi di classifica che ora contano poco, molto di più conteranno le prossime 12 partite e soprattutto gli scontri diretti.

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SCONTRO DIRETTO VINTO. Già, proprio il tema 'scontri diretti' è un segnale importante da portarsi a casa. Il secondo vinto (dopo quello proprio contro la Cremonese, con il gol di Kean allora al 92') in undici incroci con chi abita dal 12° posto in giù. Fantasmi ricacciati via, un gruppetto di squadre (Cagliari, Genoa e soprattutto Torino, che ha appena preso D'Aversa in panchina) ritirato in ballo per la salvezza. La Fiorentina finalmente c'è, riesce a girare a proprio favore episodi e gare, anche se non è che tutto funzioni alla perfezione. E figuriamoci, in un'annata così, se si riesce ad ambire alla perfezione. Come quella tendenza alla paura che fa arretrare di 20-30 metri, quei cambi (Fazzini su Cuadrado, un azzardo?) non sempre incisivi. Quell'incapacità di aggredire un avversario 'in bambola' com'era il Pisa nel primo tempo. Ma questo passa, e dopo una vittoria nel derby salvezza va tutto bene. O quasi. Ma serviva vincere, e tre punti sono arrivati. Porta inviolata, il centravanti che segna ancora. La strada è lunga, ma l'ostacolo Pisa è superato. Mica poco.

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