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I Della Valle difendono Pioli e il 'progetto', ma Firenze chiede di più. Con l'Empoli partita 'pericolosa'

Contestazione ai Della Valle e ai giocatori, anche Pioli nel mirino: Fiorentina ormai nella mediocrità, altro che salto di qualità. E i tifosi non ci stanno.

Possono 10 minuti di grande reazione psicologica e tecnica cancellare 80 minuti di (quasi) vuoto? Orgoglio, carattere, determinazione, in coda alla peggior prestazione degli ultimi tempi, in cui in campo si erano viste pochissime idee, pochissimi attributi, pochissima personalità, una qualità tecnica scadente, quasi rassegnazione.

La risposta al quesito iniziale sta tutta nella reazione del popolo viola dopo il 3-3 di Reggio Emilia: rabbia e frustrazione. Altro che gioia per una partita ripresa al 97' (ricordate, ad esempio, il 3-0/3-3 di Marassi con il Genoa nel 2009, come fu accolto?

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Altra roba, altri tempi). La crisi fa aggiungere un'altra crepa nella spaccatura tra i tifosi e le componenti della Fiorentina: non solo critiche e cori verso i Della Valle e verso i dirigenti, al Mapei nel mirino sono finiti anche i giocatori, oltre a Pioli.

'PROGETTO'. Una contestazione a 360° che va dal campo ai social, dai messaggi sul nostro sito alle radio, fino ai dibattiti di Fiorentina in città. Il rapporto con i Della Valle è tornato tra i minimi storici, in molti vedono ormai poco futuro con questa proprietà.

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Servirebbe una sterzata decisa in più direzioni, ma si intravedono poche prospettive e poche soluzioni. I Della Valle, intanto, sono tornati 'presenti' alla vigilia della sfida con il Sassuolo: Andrea ha passato il venerdì con la squadra, confermando Pioli e il 'progetto' intrapreso lo scorso anno; Diego ha fatto visita al gruppo direttamente a Reggio Emilia, chiedendo serietà e unità.

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Doppia presenza per consolidare la fiducia negli interpreti, ma anche per stimolare allenatore e giocatori. Certo, quella parola 'progetto' ha ancora una volta fatto arrabbiare tanti tifosi, che in questa situazione e in questo ciclo vedono ben poco futuro (altro che "futuro già partito, idea precisa e coraggiosa ben condivisa dai tifosi", come detto da Corvino un paio di settimane fa).

Fiorentina dodicesima in classifica, nella stagione che dopo l'anno 'di transizione' doveva portare alla conferma e alla zona Europa. MEDIOCRITA'. Invece, salgono a 8 le partite di fila senza vittorie. Con una squadra che invece di crescere va sempre più giù.

Nei primi 80' di Reggio Emilia si era toccato probabilmente il punto più basso da inizio stagione. Se nelle altre partite, nonostante il gioco stentato e tanti errori tecnici, erano comunque arrivate in qualche modo diverse occasioni tra i piedi di Simeone e compagni, e tanti erano stati i rimpianti per punti meritati ma lasciati per strada, domenica a farla da padrona era stata una sorta di 'apatia' e di incapacità di organizzare qualcosa di concreto.

Poi la reazione di nervi e di orgoglio del finale ha riacceso la scintilla: la speranza è che possa essere quella la vera, e nuova, Fiorentina, ma visti gli ultimi due mesi abbondanti sarebbe una bella controtendenza vedere subito qualcosa di speciale.

DIFFICOLTA'. Anche perché domenica contro l'Empoli Pioli dovrà fronteggiare, oltre ai soliti problemi, anche tre assenze pesanti. Mancheranno Veretout ed Edimilson a centrocampo, più Milenkovic in difesa. Altre difficoltà nel momento complicato.

Sarà per caso il turno di Norgaard in mezzo? O forse vedremo un modulo diverso? Dopo aver visto Vlahovic titolare, chissà che non ci possano essere altri cambiamenti. In avanti, difficile continuare a dar fiducia ad un Pjaca in queste condizioni, mentre in mezzo vedremo se sarà confermato Gerson anche per penuria di alternative. Sei punti in otto partite, nono posto nell'anno solare 2018: segno che la continuità ha dato come risultato una Fiorentina da metà classifica.

Era dal 2002, l'anno della retrocessione e del fallimento, che i viola non restavano 8 partite senza vittorie: un dato piuttosto emblematico e preoccupante. GARA 'PERICOLOSA'. Una settimana difficile e 'calda', separa adesso la Fiorentina dal ritorno in campo, contro l'Empoli.

Una partita 'pericolosa' al Franchi. Innanzitutto a livello ambientale. Perché al Mapei è andata in scena la contestazione anche alla squadra (oltre che ai Della Valle) degli oltre mille in trasferta, e al Franchi la voce dei dissidenti potrebbe farsi più forte e rumorosa.

Già contro la Juve c'erano stati alcuni cori, stavolta non 'coperti' dai fischi del resto dello stadio. E anche contro l'Empolila contestazione potrebbe andare avanti. Vedremo poi in che termini e in che modi. Che potrebbe accadere, poi, in caso di risultato non positivo?

La misura inizia ad essere colma, il rischio serio è di tornare presto ad un tutti contro tutti, un po' come nel gennaio/febbraio scorso, con l'1-4 casalingo contro il Verona a far traboccare il vaso. CLASSIFICA. Ovviamente la speranza è che la gara con l'Empoli possa segnare una decisa svolta nel campionato viola, magari sull'onda della reazione finale del Mapei Stadium.

Ad oggi, però, pare un pensiero molto ottimistico per una squadra che nelle ultime 8 giornate (più di metà dell'attuale campionato) ha un ritmo da retrocessione (solo Chievo, Bologna, Genoa e Udinese hanno fatto meno punti nelle ultime 8).

E se la gara di domenica sarà importante a livello ambientale, altrettanto lo sarà per la classifica. Perché la Fiorentina è sì 12° a -2 dal 7° posto e -3 dal 6° posto (ma con 5-6 squadre da dover superare, e soprattutto con autostima e certezze da ricostruire), ma ha anche solo 3 punti in più dell'Empoli neopromosso.

Senza tirare in ballo scenari catastrofici (e parlare di salvezza, perché la terz'ultima è distante 8 punti), un risultato negativo potrebbe tirare ancor più i viola verso la zona anonima di classifica. I 19 punti in 15 partite, del resto, significano il 2° peggior parziale dell'Era Della Valle: due punti in meno dell'anno scorso dopo 15 turni, gli stessi punti del 2010/2011 con Mihajlovic e del 2004/2005 al ritorno in A (solo nel 2011/2012 con Sinisa-Delio fu fatto peggio, con 17 punti).

I Della Valle difendono Pioli e il 'progetto', ma la mediocrità è ormai evidente. E non pare facile trovare un rimedio. Firenze vuole di più.

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