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Gud e Piccoli, l'ennesima serata storta. Quasi 50 milioni difficili da spiegare

Un gol a testa negli ultimi 3 mesi, a Lecce un'altra prova altamente negativa

Una sfilza di 4,5 e 5 in pagella. Un'altra volta. L'ennesima serata storta per Roberto Piccoli e Albert Gudmundsson. Anche a Lecce i due hanno fatto una fatica tremenda. A trovarsi, a cercarsi, a giocare con e per la squadra. Centravanti e trequartista, coloro che dovrebbero garantire giocate e sbocchi offensivi. Niente di tutto questo, anche nella trasferta salentina. Pochi palloni toccati, tanti duelli persi, passaggi sbagliati e zero tiri nello specchio.

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QUANTI ERRORI. Gudmundsson ha cercato di farsi vedere tra le linee specie nel primo tempo, ma ha spesso sbagliato il passaggio verso il compagno o verso le fasce. In campo 59 minuti per 16 passaggi effettuati, con appena il 62,5% di passaggi a buon fine (dati Whoscored). Un'altra prova evanescente, senza tiri in porta, senza dribbling o giocate significative. La prestazione di Piccoli, pur con lo stacco di testa che avvia l'azione del vantaggio, è invece stata macchiata da quell'intervento in scivolata sul cross di Dodo che non si è tramutato in rete. Ma anche contraddistinta dai tanti duelli persi con i difensori avversari, il lavoro poco utile per la squadra. E anche per lui solo 15 passaggi con il 60% di passaggi riusciti (in 90').

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SENZA INCIDERE. E dire che i due stanno avendo tanta continuità. Piccoli era arrivato per fare pian piano esperienza, ma fin qui ha giocato più di Kean (40 partite contro 33, una cinquantina di minuti in meno rispetto a Moise in complesso) segnando però solo 3 gol in campionato (più altri 3 in Conference e 1 in Coppa Italia). Gudmundsson ha invece saltato solo 7 gare, dopo i tanti problemi della scorsa stagione, ma le sue 41 presenze le ha condite solo con 10 gol e 6 assist. Ma questi numeri vanno contestualizzati, perché la metà è arrivata su rigore e in campionato ha segnato appena 5 reti complessive. Continuità soprattutto nell'ultimo periodo, senza Kean e con Solomon appena rientrato in condizione. Ma dati (ancora) alla mano, negli ultimi tre mesi, cioè quando teoricamente la Fiorentina ha svoltato, Piccoli e Gudmundsson hanno segnato solo un gol a testa in campionato. Entrambi contro la Cremonese. Pur giocando spesso e volentieri da titolari.

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QUEI 50 MILIONI. Non solo numeri, perché i due sono quasi sempre mancati a livello di prestazioni. A volte di atteggiamento, spesso per incapacità di incidere. E per due giocatori offensivi è un bel problema. Problema che è tecnico ma anche economico. Quasi 50 milioni spesi dalla Fiorentina per acquistarli. Circa 23-24 tra prestito, riscatto e bonus per Gudmundsson, 25 più bonus per Piccoli. Tanti soldi, specie per una società come quella viola. Denaro che non solo non ha visto una risposta degna sul campo, ma che rappresenterà un guaio evidente anche in chiave futura. Se l'indirizzo della proprietà è sempre stato quello di acquistare per valorizzare ed eventualmente rivendere, come è pensabile di poter riprendere certe cifre dopo prestazioni così? Un bel dilemma e un bel cruccio per Paratici, atteso a decisioni importanti tra qualche settimana. E se l'islandese rischia di rimanere un rammarico per ciò che tanti pensavano potesse essere e invece non è stato, sull'ex Cagliari saranno necessarie riflessioni specifiche. Investimento in qualche modo da proteggere, un ruolo che però difficilmente potrà essere di primo piano per la Fiorentina che sarà.


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