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Gonzalez pre e post Mondiale: da sempre assente e ai box a (quasi) sempre decisivo

La stagione di Nicolas Gonzalez è stata divisa in due tronconi. Prima del Mondiale sempre assente, da gennaio quasi sempre decisivo

C’è un pre-Mondiale e un post-Mondiale nella storia della stagione di Nicolas Gonzalez. Molto è stato detto sull’avvicinamento al Campionato del Mondo di dicembre, con stoccate arrivate anche da parte di tecnico e dg della Fiorentina alla vigilia della gara col Milan, ultima gara prima della sosta: “Ci sono giocatori che fisicamente sono qui e mentalmente stanno pensando al Mondiale”, disse Barone, “non si è solamente indisponibili per infortuni muscolari, quando qualcuno mentalmente non è al 100% e non è presente è come se fosse infortunato.

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Questo è quello che è accaduto”, disse Italiano. Alla fine Gonzalez è stato costretto a saltare il Mondiale per l’insorgere di un altro problema fisico, con la società che è stata brava a far rientrare il caso, a gennaio, con una cena chiarificatrice tra lo stesso Barone e l’argentino.

Ci sono state voci che mi hanno fatto male, dicevano che non giocavo per andare al Mondiale, ma io stavo male”, ha detto prima della gara col West Ham Gonzalez. PRE MONDIALE. Prima del Qatar, Gonzalez aveva giocato solamente 4 partite da titolare, una delle quali durata meno di 10’, con l’Inter, quando accusò un piccolo fastidio che lo costrinse ad abbandonare il campo.

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Sui 2070 minuti (recuperi esclusi) che la Fiorentina aveva messo a referto (8 gare di Conference e 15 di Serie A) Gonzalez ne aveva giocati solamente 390 (il 18,8%), con comunque 4 reti segnate. POST MONDIALE. Da gennaio in poi Gonzalez ha messo assieme 2273 minuti (recuperi esclusi) sui 3360 che ha giocato la Fiorentina (il 67,6%).

Ma soprattutto è tornato ad incidere in maniera prepotente. Da quello segnato il 7 gennaio al Sassuolo in poi, l’argentino ha messo a segno 10 reti con anche 5 assist. Spesso è stato il vero trascinatore della squadra viola, con prestazioni eccellenti come a Basilea e Poznan, segnando il gol dell’illusorio vantaggio nella finale di Coppa Italia con l’Inter e volando in cielo per servire di testa il pallone che Bonaventura ha messo dentro per il provvisorio 1-1 nella finale di Conference col West Ham.

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IN NUMERI. Dalla gara col Sassuolo in poi, la prima in cui tornò in campo nel nuovo anno dopo aver saltato quella col Monza che ha aperto il 2023 della Fiorentina, ha contribuito a 15 gol sui 63 segnati dai viola ovvero il 23,8%, segnandone da solo il 15,9%.

Sarà un caso, o forse no, ma da quando Gonzalez è tornato abile, arruolabile ma soprattutto decisivo la Fiorentina è riuscita a risalire in classifica fino all’ottavo posto, mantenendo una marcia da 33 punti nel girone di ritorno che ha visto far meglio solamente Napoli (40), Lazio (37) , Inter (35) e Juventus (34), oltre ad aver inciso e non poco sul raggiungimento della doppia finale nelle coppe.

TRIDENTE 2023-24. Con la permanenza di Italiano alla guida della Fiorentina, è facile immaginarsi per l’anno prossimo un tridente offensivo che veda Gonzalez ancora una volta certo come pochi altri di avere una maglia da titolare.

Chi saranno gli altri due interpreti è ancora da decidere. Probabile che Brekalo diventi un titolarissimo, col grosso enigma legato a chi sarà il nove.

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