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Gli occhi sul Franchi di mezza Italia. Giocarsela senza paura, da squadra ritrovata

Milan e Napoli tifano Fiorentina, in fondo alla classifica sperano nella vittoria dell'Inter. Il match del Franchi interessa a tanti

Se mai ce ne fosse stato bisogno, i risultati di venerdì e sabato hanno messo ancora più pressione al match del Franchi di questa sera tra Fiorentina e Inter. In chiave Scudetto il Milan e il Napoli sperano in un altro passo falso nerazzurro per accorciare in classifica. Rossoneri a -5 dopo la vittoria sul Torino, azzurri a -6 con il successo di venerdì a Cagliari. Spettatori interessatissimi, come del resto lo sono le squadre impegnate nella lotta salvezza. Sì, perché la vittoria della Cremonese a Parma ha rimescolato improvvisamente le carte e a questo punto anche i ducali sono rientrati nella bagarre, così come il Torino, il Genoa e lo stesso Cagliari, reduce da tre sconfitte consecutive e fermo a quota 30. 

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PROVARCI. Chiaro che il match della Fiorentina resti complicato. In primis per il valore attuale delle due squadre, poi perché lil gruppo di Vanoli ha iniziato a preparare la sfida soltanto da venerdì pomeriggio. Poco tempo a disposizione e qualche energia spesa in Polonia per passare il turno di Conference League. Ma Vanoli non vuole alibi. Sa che in certe partite le energie compaiono all'improvviso. Le motivazioni anche. I big match di questo tipo sono partite a parte, che sfuggono dalla logica della classifica. Tante volte la Fiorentina nella sua storia ha stoppato squadre più blasonate. Può provare a farlo anche stavolta, nonostante il momento e nonostante una stagione complicata. Ma forse - diciamolo piano - Vanoli ha finalmente trovato la sua squadra, almeno a livello caratteriale. La partita di Cremona ha dato autostima e consapevolezza. Il banco di prova è di quelli tosti, ma partire battuti non servirebbe a niente. Anche perché il Franchi sarà gremito da oltre 22.000 spettatori. I tifosi faranno la loro parte, sognando una notte speciale, fuori dal contesto della stagione. 

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TUTTI DIETRO A MOISE. In chiave formazione non ci sono grandi dubbi. Kean sta bene, dopo l'ora giocata in Polonia andrà in campo dal primo minuto. Ha bisogno di ritrovare brillantezza fisica ma clinicamente è guarito. Davanti a De Gea spazio a Dodo (gran sfida con Dimarco), Pongracic, Ranieri e Gosens. In mediana Mandragora, Fagioli e Brescianini. Davanti Parisi e Gudmundsson con Kean. Piccoli, in un buon momento di forma, tornerà buono per il secondo tempo. 

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