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Gli errori di ieri, il conto da pagare oggi e l’esigenza di un domani migliore

Per la Fiorentina si annuncia un'estate di rivoluzioni. Sembra di essere tornati al primo anno di Commisso, ma intorno tutto è cambiato

Senza voler entrare troppo in questioni economiche, è abbastanza evidente come la Fiorentina di questi ultimi anni abbia fatto il passo più lungo della gamba in termini di investimenti. Non solo per quanto riguarda le cifre sborsate per acquistare cartellini, ma soprattutto per aver elargito ingaggi fuori da ogni logico parametro. O meglio, fuori parametro rispetto a quelli di un club che fattura quanto la Fiorentina, che ha sempre fatto della sostenibilità economica un suo dogma e che, l’anno prossimo, sarà anche fuori dall’Europa. Il fatturato scenderà di un’altra ventina di milioni senza gli introiti della Conference. C’è da sfoltire un parco giocatori che costa oltre 60 milioni di euro lordi d’ingaggio, a cui si sono aggiunti gli esuberi di rientro.

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IERI, OGGI E DOMANI. Il problema della Fiorentina non è stato solamente quello di aver vissuto un’annata storta, succede. Ma aver fatto scelte scellerate, provando a mettere toppe che sono risultate essere peggiori del buco. La vera questione, semmai, è come uscire da questo lungo elenco di errori commessi ieri che hanno portato alla presentazione di un conto salato da pagare oggi, con ripercussioni logiche sul domani. La Fiorentina è sostanzialmente al punto di partenza dell’era Commisso. A livello sportivo c’è una rosa da ricostruire dovendo fare i conti con tagli e sacrifici inevitabili, ci sono un’infinità di scelte delicate da dover prendere e da non poter sbagliare. Rispetto al primo anno di gestione italo-americana, la Fiorentina ha perso posizioni nella gerarchia del calcio italiano. Altri club che hanno speso meno e meglio hanno raccolto o raccolgono i frutti, tra chi ha vinto trofei e chi fa la Champions. Rispetto al 2019, inoltre, c’è anche una credibilità ambientale da dover riconquistare. Il percorso, in tal senso, è in salita. Anche volendo dare tutte le colpe del mondo a Pradè, infatti, l’ex ds non ha fatto tutto da solo e all’insaputa della proprietà, che ha impiegato 7 anni per cambiare strada. Tra l’altro facendolo perché Pradè si è dimesso, altrimenti chissà…

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PARATICI. Il compito di dover riportare in alto la Fiorentina spetterà a Paratici. Dovrà farlo anche in fretta, perché oggi non c’è più tutta quella voglia di aspettare e dare tempo alla proprietà. Kean, Gosens, De Gea, Dodo e molti altri, Gud su tutti, sono in odore d’uscita. Forse non tutti, ma sicuramente molti lasceranno la Fiorentina. Senza molti rimpianti per quanto fatto a Firenze, con possibili rimpianti per quanto faranno altrove. Forse. In fondo, se c’è una cosa che la precedente gestione è stata brava a fare, è stato cedere, a tanti soldi, giocatori che hanno fatto tutti poco e nulla altrove. Peccato che quei soldi arrivati siano stati buttati. Ma questo è lo ieri. Il domani è nelle mani del neo ds viola. Lui e l’altro Fabio, Grosso, dovranno essere perfetti, sul mercato e sul campo. C’è da ricostruire la Fiorentina, il momento è di quelli delicatissimi. Non a tutti la ciambella è venuta col buco. 

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