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Gli errori di ieri e il conto di oggi. Speranza sì, ma anche un po' di paura

La vittoria (sofferta) col Rakow non cancella le paure in vista di lunedì. La Fiorentina sfida la Cremonese

Si avvicina la gara spartiacque della stagione per la Fiorentina. Lunedì a Cremona la squadra di Vanoli avrà la possibilità di portarsi a +4 su quella di Nicola e, con un successo, mettere un piccolo gap sui grigiorossi per respirare un aria decisamente più tranquilla. Non sarebbe certamente finita lì la corsa salvezza, ormai questo è chiaro anche ai più ottimisti. La battaglia (sportiva) dello Zini, tuttavia, richiederà ben altro rispetto a quanto visto col Rakow.

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ERRORI. Anche coi polacchi si sono visti i soliti limiti di una Fiorentina che non può prescindere da alcuni giocatori fondamentali come Fagioli e Kean, sempre che siano in giornata, mentre altri elementi continuano a fare una fatica immensa nel poter essere considerati anche solo delle alternative. Piccoli, Ndour (salvato solo dal gran gol segnato), Fortini, Comuzzo, Fabbian e Fazzini su tutti non riescono a fare una prestazione a modo. Chi più, chi meno. Potremmo stare qui a ri-fare il conto dei soldi spesi per questi acquisti, ma andremmo a generare altra negatività e ad alimentare quella paura che già c’è attorno alla Fiorentina. Gli errori di ieri, dell’altro ieri e, in parte, della filosofia calcistica di questa società dal primo giorno che si è insediata a Firenze, stanno presentando il conto oggi. Questo è ormai evidente. E quando ci si ritrova a metter toppe, come accaduto quest’anno, c’è pure il rischio di far peggio. Ma, come detto, non è adesso il momento di fare queste analisi.

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SCENARI. La Fiorentina ha il proprio destino nelle proprie mani. Questo aspetto, paradossalmente, è ciò che preoccupa di più. Lunedì i viola sfideranno una squadra che nel 2026 ha fatto 3 punti, che ha fatto meno punti di tutti in Serie A se si considerano le ultime 5 giornate, le ultime 10 e anche quasi le ultime 15 (lì sarebbe penultima). Eppure, viste le difficoltà evidenziate a livello tecnico, di personalità, fisiche e di mentalità, quella che dovrebbe essere una sfida da 2 fisso in schedina rischia di generare uno psicodramma. In caso di pareggio, infatti, ci sarebbe l’Inter nel turno successivo per i viola, col rischio di ritrovarsi di nuovo a pari punti o sotto i grigiorossi. In caso di ko allo Zini la Cremonese salirebbe a +2, gap che potrebbe anche ampliarsi considerando la sfida coi nerazzurri del turno successivo. Tutti scenari a cui è meglio non pensare. 

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SPERANZE E PAURE. La speranza c’è. Come detto la Cremonese è tutt’altro che in salute, non segna e subisce tanto, ha grossi limiti tecnici ma che, anche nel ko di Lecce, è apparsa viva, tonica, affamata e determinata a non mollare. Ripensando alle ultime uscite della Fiorentina, invece, il quadro che emerge è di tenore opposto. Inesistente e surclassata a Udine, sapendo dei ko di tutte le altre e dell’opportunità che c’era in quella serata, terrificante col Jagiellonia (meglio dimenticare quella serata), non in grado di fare quasi niente col Parma, sprecona davanti ma anche troppo spesso in balia di un Rakow che, val bene ricordarlo, è la quarta forza del campionato polacco. A livello atletico, inoltre, questa Fiorentina sembra essere tornata in grande affanno. Per quanto riguarda la tenuta mentale e psicologica, non ne parliamo neppure. Insomma: speranze sì, fiducia ni. E una buona dose di paura. A meno che non scatti qualcosa a livello temperamentale, mentale e (anche) tecnico. Può accadere, per carità, ma non c’è più tempo per aspettare. 


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