Frey: "Rimpianto più grande la semifinale coi Rangers. Jovetic talento inespresso. Ribery..."
L'ex portiere della Fiorentina racconta il suo passato in viola ed il presente da tifoso (e non solo) in una lunga intervista
Sebastien Frey, ex portiere della Fiorentina, è intervenuto ai microfoni di Radio Toscana. Queste le sue dichiarazioni: "Negli anni di Prandelli mi sentivo bene, grazie anche ai miei compagni. Eravamo un grande gruppo e questo si vedeva in campo, perché c'erano squadre più forti di noi ma noi eravamo uniti.
Ujfalusi è un ragazzo straordinario, Jorgensen pure, non ricordo una sua partita negativa. In più c'erano Toni, Mutu, Gila, giocatori di grande qualità. Frey sovrappeso? Dalla seconda stagione in poi me lo dicevano sempre. Non era vero niente: io arrivavo sempre 2-3 chili sopra, approfittavo dell'estate, ma appena cominciava l'attività tornavo nei ranghi e nel fare la vita da calciatore.
Il primo anno a Firenze, causa fallimento del Parma, ho rinunciato a un milione di euro pur di giocare nella Fiorentina e far parte di un progetto che mi piaceva tanto". SUI TIFOSI E LA CURVA. "C'è sempre stato reciproco rispetto con la curva.
I tifosi sono stati per anni la nostra forza. Il giocatore ha bisogno del tifoso e non solo le cose che van bene. A Firenze si dice: 'giochi bene o male, ma dal momento in cui fai sudare la maglia tutta la partita noi ti applaudiamo'.
Una piccola bacchettata però la devo dare: L'ultima volta che sono venuto allo stadio era Fiorentina-Udinese alle 12.30. Sono arrivato in tribuna, mi avevano promesso il mio coro e non è stato fatto. Devo dire che un po' ci sono rimasto male".
SUI COMPAGNI DI REPARTO. "Miglior numero due di tutti i tempi? Lupatelli. Personaggio e uomo spogliatoio favoloso. E' il calciatore più simpatico con cui abbia condiviso uno spogliatoio. Boruc? Quando è arrivato hanno provato a farmela 'sporca'.
In quel momento ho pensato di potermela giocare tranquillamente, anche se volevano mandarmi via col suo acquisto. E così è stato, ho confermato il mio posto da titolare. Avevo iniziato il campionato alla grande, ma mi sono infortunato in allenamento e ho chiuso la stagione in anticipo".
SUGLI EX COMPAGNI. "Talento inespresso? Mi dispiace per Jovetic, aveva qualità straordinarie bloccate dai problemi fisici. Ljajic? Aveva un carattere diverso, Jovetic era più professionale e mi aspettavo facesse il salto di qualità nonostante una buona carriera.
Mutu? Sono contento per la sua carriera da allenatore, a giugno farà una partita in Romania alla quale parteciperò. Io allenatore? Ho in testa altre cose, che riguardano il calcio ma da più lontano". "Vargas? E' uno spettacolo di uomo.
Lo chiamerei 'il gigante buono', un ragazzo con una forza stratosferica, grande giocatore, buono come il pane. Nello spogliatoio non ho niente da dire di negativo su di lui. Bojinov? Aveva delle doti fisiche impressionanti, era divertente allenarsi contro di lui.
Purtroppo nel mondo del calcio se la testa e la professionalità non reggono è difficile andare avanti. Ujfalusi? Altra brava persona e grande giocatore. Torna spesso a Firenze perché è innamorato di questa città". SU BUFFON. "Solo il fatto che mi abbiano paragonato a lui per qualche anno mi rende orgoglioso.
In qualche stagione il rendimento è stato simile o anche superiore, ma io avevo il problema nazionale". MIGLIOR PARTITA E PEGGIOR PARTITA. "Partita in positivo? La vittoria con l'Everton. Una partita unica, sofferta. Negativa la partita con il Glasgow persa in casa ai rigori.
Quell'anno era giusto andare in finale, perdere così ai rigori ha fatto male". SALUTE PERSONALE. "Come sto? Molto meglio, ho risolto quasi tutti i problemi dopo aver passato un brutto momento. E' bello poter dire che il peggio è alle spalle quando hai passato momenti del genere".
LAFONT E DRAGOWSKI. "Lafont per me ha un potenziale enorme, ma deve ancora crescere caratterialmente per poter ambire a una piazza importante com'è Firenze. Di Dragowski sono molto sorpreso in positivo: a Empoli ha fatto bene, ma in una squadra come quella empolese ti tirano in porta ogni 20 secondi.
Ben diverso riaffermarsi alla Fiorentina, devo fargli i complimenti". SU RIBERY. "Tre giornate? E' stato preso dall'euforia e dalla voglia. Lui darà tutto quello che ha per la Fiorentina finché giocherà con questa maglia. E' un grande professionista, è un fuoriclasse, ora ha voglia di riscattare questo episodio.
Dovevamo vederci adesso, ma lui è talmente giù per non aver fatto risultato a Verona che preferisce stare in casa a concentrarsi. Ribery traino per altri giocatori in futuro? Quando ci sarà una futura trattativa con un giocatore importante, il fatto di vedere che un fuoriclasse come Ribery abbia scelta Firenze potrà influire nella scelta del giocatore".
IL TROFEO CHE MANCA. "Rimpianto più grande a Firenze? Sarebbe stato un sogno dire di aver vinto qualcosa con la Fiorentina, credo che in quegli anni non avremmo rubato niente. Per questo con i Rangers ci sono rimasto particolarmente male.
Se quell'anno fossimo arrivati in finale vi garantisco che l'avremmo vinta". SUGLI ARBITRI. "Ovrebo? Un episodio imperdonabile, infatti è stato radiato dalle competizioni internazionali. Oggi però gli arbitri li giustifico ancor meno: stanno usando il Var nel modo peggiore possibile.
Io utilizzerei il Var a chiamata degli allenatori". SU CHIESA. "Futuro? Volere è potere. Faccio l'esempio di Antognoni: lui ha scelto Firenze dall'inizio alla fine della sua carriera. Giancarlo ha amato Firenze per sempre. Federico in questo momento è un po' sottotono perché magari non è più contento o si sente sempre sotto gli occhi della critica.
O perché si sente di cambiare aria. Lo vedremo a fine stagione. Comunque sia, sono sicuro che si riprenderà e offrirà ancora prestazioni importanti. A fine stagione mi auguro che, in caso di addio, si trovi un modo rispettoso per separarsi".
SUL FUTURO. "Vediamo, ci sono diverse cose in ballo. Sta tornando d'attualità il progetto Fiorentina Legends. Insieme a Moreno Roggi, che ringrazio tantissimo, dovremmo proporre alla società un business plan per poter eventualmente organizzare un evento.
Sta andando avanti". SULLA SOCIETA'. "Mancato qualcosa per l'ultimo salto? Noi siamo riusciti a riportare in alto i colori della Fiorentina. In effetti, però, rispetto alle big italiane si vedeva che magari bisognava fare un piccolo sacrificio in più e in quegli anni non è stato fatto un piccolo investimento maggiore per poter lottare contro queste squadre".
SUL RAPPORTO CON I DELLA VALLE. "Non ho mai avuto e mai avrò un problema con loro. Quando Diego e Andrea se ne sono andati mi hanno mandato un messaggio per ringraziarmi di tutto quel che ho fatto per la Fiorentina. Sono altre, semmai, le persone con cui ho avuto da ridire.
L'addio alla Fiorentina era inevitabile, perché la frattura era insanabile". PORTIERE DI RIFERIMENTO DA GIOVANE. "A livello estetico ho sempre avuto ammirazione per Dino Zoff. Lev Yashin è un'icona, poi anche Walter Zenga. Infine dico Albertosi".
ALLENATORE MIGLIORE. "Per anni giocati insieme dico Prandelli. Ci siamo anche scontrati perché abbiamo caratteri diversi, ma ora ci sentiamo spesso. Miglior allenatore dei portieri? Ho scoperto a Genova Gianluca Spinelli, che oggi è al PSG.
E' stata una scoperta fantastica".



Lascia un commento