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Fiorentina primo tempo assurdo: Italiano e il gioco smarrito

Viola in grande difficoltà con l'Udinese specie nel primo tempo. La squadra di Italiano sembra aver smarrito la strada del gioco

La classifica col quarto posto solitario, la reazione di una buona parte del secondo tempo, il primo assist viola di Faraoni e soprattutto, per la prima volta in questa stagione, i gol nella stessa partita di Beltran e Nzola.

Scrive il Corriere dello Sport-Stadio. Il meglio della Fiorentina di ieri è questo, il resto è un insieme di dubbi e interrogativi. E’ riuscita a pareggiare solo perché l’Udinese (con la complicità di Terracciano) ha sbagliato troppo in zona-gol, incapace di chiudere la partita quando era nelle sue mani.

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Per i viola non è stato il modo migliore per volare in Arabia, delle quattro partecipanti è l’unica a non aver vinto e solo il Napoli, prossima sfidante della Fiorentina, ha stentato tanto sul piano del gioco.

I dubbi sono legati a un primo tempo assurdo dei viola

I risultati di sabato e del primo pomeriggio di ieri (le vittorie del Napoli e della Lazio) avevano rovesciato tanta pressione su questa partita, ma all’inizio l’ha sofferta quasi tutta la Fiorentina. Non l’Udinese, che pure era stata agganciata dal Verona e superata dal Cagliari.

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Nei primi 45' l’Udinese ha giocato bene, la Fiorentina non ha giocato male, magari fosse stato così per Italiano. La Fiorentina non ha proprio giocato, non era presente a se stessa, non era sul campo fradicio del Franchi. Dove fosse però nessuno lo sa.

Fisicamente spenta (la stragrande maggioranza dei contrasti vinti dai friulani), tatticamente squilibrata, tecnicamente improponibile. A tanta difficoltà hanno contribuito anche le scelte iniziali (corrette a inizio ripresa) dell’allenatore a cui non era bastata la lezione (con sconfitta) di Reggio Emilia dove le due ali Ikonè e Brekalo, riproposte ieri in coppia, si erano mostrate per l’ennesima volta nella loro tradizionale versione sconcertante.

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Il francese era alla sesta partita ufficiale da titolare e in tutta la prima parte di stagione sono 0 gol, 0 assist e media-voto fortemente insufficiente, il croato è a un passo dalla cessione e fuori dal futuro della Fiorentina.

Perché insistere?

In panchina c’era Parisi. Se proprio Italiano voleva giocare con le ali, meglio l’ex empolese (anche se di ruolo fa il terzino) degli altri due. E non è stata felice nemmeno la scelta del doppio mediano di passo, Mandragora-Duncan.

Se Arthur non è al cento per cento, rinunciare anche a Maxime Lopez, il regista di riserva, significa togliere pulizia alla manovra. I cambi del secondo tempo hanno restituito un po’ di lucidità alla Fiorentina, con Arthur che si è impossessato subito della manovra e con Faraoni che ha piazzato l’assist per la rete di Beltran.

Ma la squadra ha rischiato ancora troppo, è tornata sotto con il gol di Thauvin e ha agguantato il 2-2 nel finale col rigore di Nzola. Un gol a testa, l’angolano (che ha rinunciato alla Coppa d’Africa) e l’argentino, almeno questo è un aspetto positivo, incoraggiante per Italiano.

Restano i dubbi di quel primo tempo che ne ricorda altri (quello col Verona, per esempio) per come la Fiorentina era involuta, incapace di costruire una sola azione pericolosa. Possiamo trovare soltanto la solita spiegazione, il calendario massacrante.

Se i viola battono il Napoli e vanno in finale di Supercoppa, dal 6 al 28 gennaio giocheranno 6 partite in 23 giorni. Restare sempre al massimo è difficile.


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