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Fiorentina e il rischio di vivacchiare per il centenario. Domenica la Juve per provare lo sgambetto

Il campionato, per fortuna, volge al termine: restano solo due impegni prima di poter definitivamente archiviare una stagione pessima

La Fiorentina si avvia a chiudere una stagione assolutamente negativa e deludente sotto tutti gli aspetti. Dopo il deprimente pareggio casalingo contro il Genoa, i fischi e il silenzio totale della società, c'è solo da sperare di archiviare al più presto questa stagione. La speranza è che in società (nonostante le parole di Commisso e Vanoli) vi sia l'onestà intellettuale di analizzare questa stagione e di chiedere scusa ai tifosi (lo faranno? Chissà…).

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Intanto domenica alle 12 (finalmente è ufficiale) i viola giocheranno a Torino contro la Juventus. Se la Fiorentina fosse una squadra seria, attaccata ai propri tifosi, con un pizzico di orgoglio e amor proprio, proverebbe a fare lo sgambetto ai rivali di sempre in una partita che per i bianconeri può valere o meno la qualificazione alla prossima Champions League. 

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Ma probabilmente i viola sono già in versione balneare (come Kean), e dunque aspettarsi qualcosa da questi giocatori rischia di essere l'ennesima aspettativa delusa.

E poi ci sarà il futuro ma il futuro è già iniziato

Vanoli sì, Vanoli no, Vanoli forse, Vanoli vediamo: mentre il tempo passa ancora non è chiaro chi sarà la prossima guida tecnica della Fiorentina nella prossima stagione. Paratici ha sondato allenatori all'estero raccogliendo però tanti “no, grazie”. In Italia il nome principale era e resta Fabio Grosso.

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Attualmente in società la decisione non è stata ancora presa. La società ha delimitato il perimetro di Paratici che è assolutamente libero di muoversi ma all'interno dei parametri dettati dalla società (composta dai vari uomini di fiducia che aveva Rocco Commisso).

Dunque il primo obiettivo di Paratici sarà quello di far quadrare i conti, con un allenatore che non potrà dunque essere un top o una prima scelta, e un mercato incentrato prevalentemente a cedere e abbassare il monte ingaggi.

In poche parole c'è un rischio ridimensionamento all'orizzonte. Ma l'input che arriva dall'America è che questa rosa non è sostenibile e che i conti dovranno tornare tra entrate e in uscita. Il rischio di avere una stagione di transizione, di ridimensionamento, per il centenario è un rischio da non sottovalutare. Un rischio che però Firenze non meriterebbe.

Bravi a cedere, bravissimi ad acquistare

Per evitare di vivacchiare Paratici dovrà essere bravo a vendere (vendere giocatori che hanno deluso in questa stagione come se fossero giocatori veri), dovrà essere bravissimo ad acquistare (proprio perché avrà un budget non esorbitante e avrà tanti interventi da fare).

Una sfida per Paratici che, diversamente da quanto fatto in carriera, non potrà spendere e spandere per costruire la sua rosa ideale.


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