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Fiorentina, è il Black Saturday: che occasione col Milan a mezzo servizio

I rossoneri sono dimezzati dagli infortuni, il sogno è quello di agganciare la zona Champions

Mai fidarsi di una tigre ferita, figuriamoci del Diavolo, inteso come il Milan, scrive La Nazione. Se anche all’apparenza tutto è calmo dalle parti di Milanello, non si è così sicuri che l’anima del ’Meazza’, quella che palpita rossonera, sia così serena.

Dal ’Pioli on fire’ al ’Pioli fired’ (licenziato, ndr) il passo potrebbe essere breve. La riconoscenza non è del mondo del calcio e la gara contro la sua ex squadra è uno spartiacque decisivo. E la Fiorentina? Non può fare la spettatrice disinteressata.

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Anzi. Stavolta le ragioni del cuore lasciamole ad altri perchè Italiano sa bene che fare il colpaccio a San Siro darebbe una spinta enorme in termini di autostima alla Fiorentina e alla sua classifica. Graduatoria che avrebbe riflessi più pregiati.

Il Milan però non è al meglio, praticamente in emergenza e questo non ha fatto altro che spostare le responsabilità, almeno sulla carta, dalla parte viola. Viola che, di contro, si è avvicinata alla sfida di stasera con maggiore tranquillità, aspettando il rientro dei nazionali e valutare le loro condizioni, sfogliando la solita margherita: chi gioca davanti?

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CHI GIOCA CENTRAVANTI. La domanda che insegue ormai da sempre Italiano, pronto ad affidarsi alle sue sensazioni e, soprattutto, convinzioni. O Nzola, oppure Beltran. Il primo scalpita, il secondo pare avere i favori della critica e le lodi di Italiano, aspetto da non sottovalutare: «Sta bene, in questa settimana si è sempre allenato e rispetto alla scorsa settimana ha intensificato il lavoro, quindi è con noi», le parole del mister viola alla vigilia.

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Che però potrebbe optare per l’ex Spezia per non ’perderlo’ mentalmente. Attezione a Kouame che parte da outsider, oltre a essere l’unico in grado di giocare insieme a entrambi (sulla corsia). Ma anche da 9 di ruolo, con due (in)cursori designati.

Uno di questi è senza dubbio Gonzalez che, seppur reduce dalle fatiche oltre oceano, non può non indossare la sua 10 dall’inizio. Per l’altro spot, se la giocano Brekalo e Sottil, entrambi alla ricerca dell’acuto. A meno che, appunto, non ci sia proprio Kouame nell’undici dal primo minuto.


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