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Fiorentina, dov’eravamo rimasti? A Verona bivio decisivo, per l'oggi e per il domani. Guai a sbagliare

Per la Fiorentina è tempo di ripartire. Al Bentegodi contro il Verona vincere è obbligatorio, ma non scontato

Dov’eravamo rimasti? Ah sì, ad una Fiorentina che pareggia contro l’Inter dimostrando sul campo di potersela giocare con tutti, quasi recriminando per aver preso un punto alla capolista e una ritrovata mentalità/condizione/ ferocia da parte del gruppo viola che lasciavano ben sperare in ottica salvezza. Ma anche in vista del Crystal Palace. Chiuso il capitolo Nazionale, con un altro flop, che ha ridato a Vanoli un Kean da rigenerare mentalmente e gestire fisicamente, ritorna il campionato. 

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BIVIO. Per la Fiorentina c’è in programma un altro bivio decisivo di questa difficilissima stagione. Vincere a Verona è obbligatorio, ma non scontato anche al netto dei diversi giocatori rimasti a Firenze (Dodo, Parisi, Solomon, Mandragora e Fortini). Se non ci fosse stata di mezzo questa sosta la fiducia sarebbe stata massimale. I segnali mandati dalla squadra nel poker di gare Rakow-Cremonese-Rakow-Inter, infatti, erano stati di grande maturità, assieme ai tanti progressi evidenziati a livello collettivo e di singoli. Una presa di coscienza e consapevolezza che raramente si era vista in precedenza. Tuttavia, come spesso accade ed è accaduto anche alla Fiorentina stessa, le squadre pre e post sosta non sempre sono la stessa versione. La speranza è che a livello psicologico e mentale non si sia persa quella mentalità/condizione/ ferocia di cui sopra. 

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INCASTRI. E' un bivio reale, potrebbe essere un passaggio decisivo. Arrivassero tre punti dal match del Bentegodi, con una serie di incastri favorevoli, la Fiorentina potrebbe issarsi a +5 su due contendenti, oppure su una sola, mettendosi dietro anche il Cagliari (se i sardi perdessero col Sassuolo, il Lecce con l’Atalanta e la Cremonese col Bologna). Comunque, al netto di quello che faranno le avversarie dirette, la Fiorentina continuerebbe ad avere il destino nelle proprie mani. Lo avrebbe ancor di più se vincesse in Veneto e le altre non facessero altrettanto. In caso di scenario opposto, invece, ritornerebbe la paura. 

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ANCHE IN VISTA DEL PALACE. Vincere a Verona, al netto dei risultati delle altre, darebbe alla Fiorentina ulteriore consapevolezza di potersela giocare anche a Londra col Crystal Palace. Prendersi un altro po’ di gap sulla zona retrocessione darebbe tutt’altro senso al doppio incrocio con gli inglesi. Un passo falso al Bentegodi, invece, farebbe ri-piombare tutto l’ambiente in un clima di terrore che, ovviamente, andrebbe a condizionare anche quella piccola porta per i sogni di gloria in Conference. Vincere a Verona, insomma, è obbligatorio, ma non scontato. Il concetto è chiaro, va ribadito. Non ce ne sarebbe bisogno in condizioni normali, ma trattandosi di una Fiorentina che spesso ha toppato mostrandosi fragile e discontinua, meglio farlo e rifarlo. 


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