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Finalmente una boccata d'ossigeno: poker viola per la salvezza. La qualità alla fine esce fuori

Senza sentirsi già salvi, senza cadere nella 'solita' presunzione. Ma quanto pesa la vittoria della Fiorentina a Cremona. E la Conference assume un altro sapore

Lo scenario migliore ipotizzato alla vigilia. Forse anche di più, perché con la posta in palio così alta in tanti si aspettavano una partita spigolosa e ricca di insidie. Invece per una volta la Fiorentina coglie al volo l'occasione, fa valere la propria superiorità tecnica rimasta tante (troppe) volte sulla carta e fa un passo importante verso la salvezza. A Cremona i viola centrano un successo fondamentale, si staccano a +4 sulla banda di Nicola, lasciandola in piena crisi di prestazioni e risultati, e scavalcano anche il Lecce.

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BOCCATA D'OSSIGENO. Nulla di definitivo, ancora 9 partite da giocare senza quella presunzione che qualche volta in stagione ha 'fregato' i viola quando il peggio sembrava alle spalle. Ma la Fiorentina esce dallo Zini con una bella boccata d'ossigeno dopo mesi in apnea. Dentro le sabbie mobili, con l'acqua fino alla gola, mettetela come volete. Ma dopo tanta sofferenza almeno una serata di sorrisi e leggerezza la Viola se l'è regalata. Con una prestazione convinta e determinata, efficace e concreta per una volta. Soprattutto con quella qualità che finalmente è venuta fuori, concretizzando classifiche di monte ingaggi e valori teorici rimaste spesso soltanto una teoria.

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LA QUALITA' DEI BIG. Senza Kean, comunque in panchina, ma con gli altri big finalmente protagonisti. De Gea che tiene subito a galla i suoi su Bonazzoli, Dodo che sprinta come ai bei tempi, anzi meglio perché un gol come quello del tris non l'aveva mai fatto. Parisi incontenibile e stavolta anche concreto e decisivo, Piccoli che si muove e gioca da attaccante rimanendo lucido davanti al portiere, Gudmundsson che prima ispira con i tempi giusti Dodo e poi si fa trovare pronto nell'azione più bella dei viola (forse di tutta la stagione). Proprio il gol del poker è il manifesto di cosa potrebbe fare questa squadra, anche se di certo la Cremonese ha agevolato il tutto. Ma la palla di Gosens, il doppio tacco di Brescianini e Piccoli, il colpo a giro dell'islandese: tutta roba di chi sa vedere calcio ma per tanto tempo si è messo il paraocchi in questo senso.

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SENZA PRESUNZIONE, LA CONFERENCE DEVE ESSERE UN OBIETTIVO. La Fiorentina, insomma, per una serata si riappacifica con sé stessa. E con i propri tifosi, anche se i mesi precedenti non si possono certo cancellare. Sfrutta l'occasione che si presentava, fa il suo dovere. Nonostante qualche brivido di supponenza per qualche minuto, ma chiedere la perfezione in una serata così sarebbe forse troppo. L'importante adesso è non ricadere in certi errori di presunzione, «continuare con questo atteggiamento», come sottolineato da Mandragora. La Viola non è fuori dalla zona pericolo, mancano almeno 6-7 punti tutti da conquistare. Ma a questo punto assume altro sapore anche la trasferta polacca per il ritorno contro il Rakow. All'orizzonte l'Inter al Franchi domenica prossima, è vero, ma la prospettiva di andare avanti in Conference deve essere un altro obiettivo concreto da perseguire.


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