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Fatih Terim elogia l'altro ex viola Montella: «Ha unito la Turchia, il mio cuore è con lui»

L’ex tecnico della Fiorentina promuove il lavoro di Montella alla guida della Turchia: «Ha creato armonia e spirito di squadra»

L'ex tecnico viola Fatih Terim ha parole di grande stima per Vincenzo Montella, che come lui condivide un passato sulla panchina della Fiorentina. L’ex allenatore, figura simbolo del calcio turco, ha parlato a TMW del ct della Turchia, pronto a guidare la nazionale verso il Mondiale dopo 24 anni di attesa: «Ho sempre creduto in Vincenzo, sia per la sua personalità sia per la sua esperienza e il suo talento. Tra la Turchia e Montella si è creata una grande armonia perché ha saputo fare un lavoro molto importante anche ad Adana, la mia città, all’Adana Demirspor, il club in cui ho iniziato il mio percorso calcistico. Qui da noi lavorare a livello di club è molto difficile. Da persona che ha vissuto una grande parte della carriera in un club enorme come il Galatasaray, con 30-35 milioni di tifosi, so cosa significhi la responsabilità». 

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«Ma in nazionale rappresenti un intero Paese - ha proseguito Terim -. Soprattutto in Paesi emotivamente intensi come la Turchia, le critiche diventano molto più dure quando le cose vanno male. Abbiamo vissuto qualcosa di simile a Euro 2024, dove ho sottolineato l’importanza di sostenere sempre l’allenatore. Perché in tornei brevi non c’è tempo per vivere separatamente gioia e delusione: ogni giudizio dovrebbe essere dato solo a quadro completo. Ha creato una forte unità nella nazionale, e non è semplice. I giocatori si conoscono già bene; quando si ritrovano non partono da zero, ma funzionano come un sistema, quasi come una squadra di club. Questo è uno dei suoi grandi meriti. Non ho dubbi che continuerà così anche negli Stati Uniti: il mio cuore è con loro».

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IL MANCATO MONDIALE AZZURRO. «Non è facile da accettare perché avrei tanto voluto vedere gli Azzurri nel torneo. Ma nel calcio non bastano nomi, storia e tradizione per vincere le partite. L’Italia ha ancora una grande cultura calcistica: tattica, disciplina difensiva e sviluppo dei giocatori non sono scomparsi. Tuttavia, il calcio moderno è cambiato: è più veloce, più fisico e più diretto. Se non ti adatti, fai fatica indipendentemente dal nome. Guardando la Serie A, ci sono club importanti, ma il gioco a volte può essere troppo controllato e prudente. Questo crea differenze in campo internazionale. Non direi mai “l’Italia è finita” perché sarebbe irrispettoso. Siete stati il miglior campionato del mondo tra gli anni ’90 e l’inizio del 2000, ma il calcio cambia e chi si adatta più velocemente ha un vantaggio. Sono certo che tornerete al Mondiale perché avete un DNA calcistico fortissimo, ma lo farete quando in Serie A si guarderà al presente con coraggio, non al passato. Il calcio a volte è duro, ma è anche un grande insegnante per chi sa imparare».

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