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Ennesima occasione persa, mancano personalità ed esperienza. Ora la sosta per rivoluzionare la Fiorentina

Pessima la gestione della gara, troppi errori sotto porta ed anche Pioli non convince con le sue scelte. Ora una sosta per chiarirsi le idee e ripartire

La Fiorentina riparte da Frosinone ed il bicchiere è purtroppo mezzo vuoto. Se i padroni di casa festeggiano per il punto strappato in extremis, la Fiorentina incorre nell’ennesima serata da dimenticare delle ultime settimane.

La squadra di Pioli non vince ormai dal lontano 30 settembre contro l’Atalanta e quando riprenderà il campionato (il 25 novembre a Bologna) saranno praticamente due mesi d’astinenza. Davvero troppi, per chi culla ambizioni europee.

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A Frosinone il tecnico gigliato si presenta con la formazione dei titolarissimi, quelli designati in estate. Il primo tempo si gioca su ritmi simili a quelli estivi. La Fiorentina tiene palla, prova qualche accelerata e poco più.

Simeone si vede per un diagonale sparato addosso a Sportiello, mentre Pjaca si accende con un paio di doppi passi e poco altro. Pioli si sgola in panchina, ma oltre a mancare gioco ed idee, mancano anche cattiveria agonistica, dinamismo ed intensità.

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Nella ripresa il discorso cambia, perché la Fiorentina ha la fortuna di trovare subito il gol del vantaggio. Invenzione di Chiesa, che se ne va sulla sinistra e mette al centro un pallone da spingere in rete. Bravo anche Benassi, che almeno si fa trovare sempre in piena area.

E’ con 5 gol il capocannoniere della squadra. E per fortuna che fin qui ci ha pensato qualche volta lui. Il resto del secondo tempo è una sorta di vorrei ma non posso. Vorrei far gol e chiudere la partita, ma non ci riesco. Eppure i contropiede fioccano e le occasioni ci sarebbero pure.

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Ma la Fiorentina se le mangia tutte quante. Fino al gol di Pinamonti, bellissimo ed importante per il Frosinone. Rimane il dubbio che Lafont non sia stato particolarmente reattivo, ma quella palla lì non doveva nemmeno arrivarci: questo è fuor di dubbio.

Alla fine, che Sportiello sia stato fra i migliori in campo, è una magra soddisfazione. Resta un rammarico enorme, perché per la quarta volta consecutiva la Fiorentina si fa raggiungere sull’1-1 dopo essere passata in vantaggio.

E questo è diventato un problema, come del resto lo è da qualche settimana la scarsa vena realizzativa di Simeone e l’apatia di Pjaca. Peccati gioventù? Può essere che qualche dazio alla giovane età ed all’inesperienza si debba pagare, ma come ha detto Pioli nel post partita certi errori sono troppo evidenti per una squadra tecnica come la Fiorentina.

Manca il saper gestire il pallone, la pressione e quindi il risultato. Ma ieri sera è mancata anche lucidità in tutte le componenti. Pure Pioli - che per la prima volta ha riconosciuto pubblicamente gli errori della sua squadra – è parso confuso.

Basti pensare che davanti alla difesa ha provato Veretout, poi Gerson ed infine Edimilson Fernandes. Ha ruotato uomini e sistemi di gioco, non regalando certezze alla squadra e cambiando di continuo gli equilibri nel secondo tempo.

Adesso una lunghissima sosta, nella quale occorrerà recuperare fisicamente e mentalmente diversi giocatori. E soprattutto ci sarà l’occasione (per chi rimarrà a Firenze) di provare qualcosa di diverso, da proporre già alla ripresa contro il Bologna.

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