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Don Massimiliano: "La benedizione un'idea di Commisso. I tifosi della Fiesole..."

Il cappellano della Fiorentina ha benedetto il nuovo corso viola con Rocco Commisso: "Ero a Gubbio a spalare la neve. Così è nata l'idea della benedizione".

«Alla fine tanti amici della Curva Fiesole, non credenti, mi hanno abbracciato per ringraziarmi». Don Massimiliano Gabbricci, cappellano della Fiorentina dal 2006, con la benedizione in mezzo al campo è stato un protagonista a sorpresa della presentazione del nuovo patron viola Commisso al Franchi.

«E’ stata un’idea di Commisso, ci teneva a cominciare con una benedizione. Così gli uomini del suo staff mi hanno contattato», spiega Don Max a La Nazione. BENEDIZIONE. «E' una cosa un po’ particolare che fa parte della dimensione cattolica della fede.

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Certo, trovarmi davanti a 6 mila persone in quel contesto è stato un po’ insolito. Ma si è trattato di una benedizione tratta dal ‘benedizionario', è una preghiera che si fa per l’inizio di una nuova attività lavorativa».  Lei ha aggiunto qualcosa:«Sì, la parola vittoria».

TIFO. Non tutti i tifosi sono cattolici, come pensa che l’abbiano presa? «Proprio per questo ho tenuto a dire che la benedizione la facevo come sacerdote ma anche come tifoso della Fiorentina, per immedesimarmi con tutti i tifosi.

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E quell’abbraccio degli amici della “Fiesole” mi ha fatto piacere in questo senso. Sono tifoso della Fiorentina sin da bambino. Mia madre sapeva a memoria la formazione del primo scudetto e me la ricordava sempre. Poi nella seconda metà degli anni ’80 ho cominciato ad andare allo stadio, avevo l’abbonamento in Fiesole.

Da seminarista ho continuato a seguire la Fiorentina, facendo anche qualche trasferta, e così anche da prete, anche prima di diventare cappellano della squadra. Per intenderci ero a Gubbio in C2 a spalare la neve e a Pistoia per la partita con l’Aglianese».

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