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Di positivo c'è solo la vittoria, il resto conferma la solita Fiorentina. Pioli sceglie le due punte ma l'attacco continua a non segnare. Questa non può essere la base per il prossimo anno

Mai come questa volta per la Fiorentina era importante vincere e così è stato. In una domenica contraddistinta dal freddo e dal vento del Burian la vittoria viola, che al Franchi mancava dallo scorso 3 dicembre (Fiorentina-Sassuolo 3-0), è l’unica cosa da salvare.

Una partita modesta, mediocre, tra due squadre modeste.

Pioli, nonostante la febbre è stato in panchina dall’inizio alla fine, ha modificato il modo di giocare, affidandosi al 3-5-2 e puntando sui due attaccanti dal primo minuto.

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D’altra parte uno dei problemi irrisolti di questa Fiorentina, sin dal suo primo giorno, è la mancanza di concretezza in attacco. E’ vero che Simeone e Falcinelli hanno giocato assieme dal primo minuto per la prima volta ma la prova non è andata bene.

La volontà di fare bene, di sacrificarsi, non è mancata, ma nessuno dei due è riuscito a finalizzare. Falcinelli non è riuscito a essere mai pericoloso (ha avuto una palla gol ma invece di scegliere il diagonale vincente ha spedito altrove il pallone), Simeone ha sbagliato clamorosamente la palla gol che si è ritrovato davanti a Sorrentino.

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L’altro problema è che sul piano del gioco le soluzioni in attacco sono spere apparse confusionarie e farraginose.

Certo, non solo per responsabilità degli stessi Simeone e Falcinelli. Chiesa, nel 3-5-2 proposto da Pioli, è partito ‘centrale’ per poi doversi allargare sia a sinistra che a destra.

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Questo l’ha portato a spendere molte energie fisiche e mentale, ma soprattutto a essere lontano dalla porta. A centrocampo, poi, Cristoforo non ha sfruttato l’occasione per sostituire lo squalificato Badelj e ha mostrato i suoi limiti, soprattutto nella velocità della palla e nelle idee di gioco.

Cosa non meno per Benassi, ancora una prova non ‘decisiva’ per l’ex granata mentre Veretout sembra aver perso precisione, duttilità e dinamismo. Le note positive sono arrivate dalla difesa, con Astori tornato su buoni livelli, Pezzella che è apparso in ripresa rispetto alle ultime gare e con Biraghi che ha bagnato la sua fresca convocazione in azzurro con un gran gol.

Una vittoria che permetterà alla Fiorentina di preparare al meglio la trasferta di Udine.

Serve continuità di risultati per dare un senso a questa parte finale del campionato. In società si è ancora convinti che qualcosa può essere fatto, forse però è troppo tardi per continuare a pensare a qualcosa di diverso, di importante, perché si reputa l’attuale rosa competitiva.

E per il prossimo anno con tre innesti lo diventerà ancora di più. Difficile da capire come ma questa valutazione possa essere fatta, il valore della squadra, dei giocatori, è sotto gli occhi di tutti, ma se tale dovesse rimanere questa potrebbe essere un boomerang negativo per la prossima stagione perché ripetere un'altra stagione interlocutoria, nell'anonimato, sarebbe un grave errore.

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