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Dai sorrisi sotto la Fiesole agli occhi increduli di Lecce: il mondo viola cambiato in un mese

Il gruppo era unito intorno all'allenatore, con l'ambizione di andare oltre i propri limiti e giocarsi davvero la Champions. Ma il mercato ha rovinato tutto

Le mani in tasca, lo sguardo basso, gli occhi sgranati e increduli. Il linguaggio del corpo di Vincenzo Italiano, mentre la sua Fiorentina affondava a Lecce, non lascia dubbi. Niente a che vedere coi sorrisi di un mese fa, quando sotto la Curva Fiesole spediva palloni ai tifosi per festeggiare un’altra vittoria che lanciava la sua squadra al quarto posto in attesa del mercato di gennaio.

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Così scrive La Repubblica. TEMPI LONTANI. I pugni al cielo, la grinta e la soddisfazione di chi sapeva che in mezzo alle grandi difficoltà derivanti dall’infortunio di Nico Gonzalez, stava ottenendo qualcosa di straordinario.

La zona Champions al giro di boa, con la barca condotta in porto nel momento perfetto che coincideva con l’inizio del calciomercato invernale. Italiano era riuscito nell’intento più grande. Quello di formare un’identità attorno alla sua squadra: un calcio offensivo che aveva portato a due finali e al record di reti segnate in un anno solare (109) così come di vittorie complessive (33).

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Non poteva essere un caso. Lo spogliatoio affiatato, unito e totalmente convinto che ci si potesse spingere oltre i propri limiti e verso nuovi orizzonti. Come la Champions, appunto. Seguendo questa ambizione Italiano aveva cambiato qualcosa, baricentro più basso, meno rischi e meno ritmi incessanti contro tutti, spazio anche alla difesa a 5 nei finali per blindare risultati importanti.

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SERENO SQUARCIATO. L’obiettivo era arrivare a gennaio presentando un bilancio alla società: siamo quarti, non era un traguardo previsto ma se vogliamo provare a rimanere in queste zone servirebbero alcuni acquisti mirati. Il resto è storia.

Una sessione che ha attraversato tutto il mese scorso, squarciando giorno dopo giorno il sereno attorno a quel gruppo che Italiano aveva plasmato abituandolo a credere in ciò che soltanto in apparenza poteva sembrare impossibile.

Faraoni e Belotti i due arrivi: un laterale difensivo da alternare al giovane Kayode e una punta per finalizzare al meglio quanto creato. Due innesti giusti, col tecnico che è rimasto soddisfatto dell’entusiasmo portato dal “ Gallo”.

Ma certo non può che essere deluso dal mancato arrivo di un esterno d’attacco così come aveva richiesto in tempi non sospetti.


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