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Da Roma con rammarico: la Fiorentina non fa ancora il salto in avanti

Altra occasione non sfruttata per fare quel salto in avanti che permetterebbe ai viola di lottare davvero per un campionato ambizioso

Tutto ruota intorno a quel bicchiere. Mezzo pieno. Mezzo vuoto. Pieno per trequarti. Insomma, angolature che cambiano la prospettiva del momento. Perché si sa, un risultato (specialmente un pareggio) lo si può analizzare in tanti modi diversi.

Quello che è arrivato all’Olimpico contro la Roma ha mandato a casa i ragazzi di Italiano con un filo di amaro in bocca. Scrive La Nazione. Lo ha ammesso Biraghi, Arthur e Quarta lo hanno confermato. «È mancato lo zuccherino finale» ha sussurrato il capitano viola quando ormai era vicina la mezzanotte di domenica.

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Chiaro che un pareggio all’Olimpico, alla vigilia lo avrebbero firmato in diversi. Per come è arrivato, qualche riflessione da fare c’è. La Fiorentina ha tratto vantaggio prima dall’infortunio di Dybala, poi dall’espulsione di Zalewski.

Forse non tanto da quella di Lukaku. Da lì in avanti il tempo effettivo di gioco è stato realmente molto basso per ‘merito’ della Roma che ha spezzettato il gioco più che ha potuto. Certo che qualche gestione palla poteva essere diversa.

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Negli occhi un tiro di Duncan da trenta metri alto sopra la traversa, quando invece si poteva continuare ad andare da una parte all’altra del campo per muovere il blocco centrale della difesa giallorossa. L’impressione è sempre un po’ la solita.

Che la Fiorentina vada spesso a Roma (per rimanere in tema) senza mai vedere il Papa. Tradotto: quando c’è da fare un salto in avanti, per un motivo o per un altro, la squadra non riesce a farlo. Riflessione che nasce dopo tutta una serie di aspetti positivi.

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Perché la Fiorentina ha avuto la forza di reagire allo svantaggio, ha comandato il gioco per oltre un’ora, ha messo la Roma nella propria metà campo. Tutte cose positive e che devono essere riconosciute, come furono apprezzate nel secondo tempo contro il Milan.

Per questo il rammarico è ancora più grande quando la squadra non riesce a concretizzare un’ottima prestazione.


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