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Da CR7 a Dybala, da Barzagli a Chiesa: colpi, intuizioni e grandi spese, il cammino di Paratici

Qualche colpo a zero,  vendite eccellenti ma anche acquisti pesanti tra Juve, Tottenham e Sampdoria

Dal 4 febbraio Fabio Paratici sarà ufficialmente il nuovo direttore sportivo della Fiorentina. Cinquantaquattro anni, ex centrocampista, arriverà in viola dopo le esperienze da dirigente al Tottenham, alla Juventus e alla Sampdoria. Tanti titoli vinti, scoperte, colpi e qualche azzardo, ripercorriamo la sua carriera.

SAMPDORIA. Alla Sampdoria arriva nel 2004, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Approda come capo degli osservatori, sotto la direzione di Giuseppe Marotta. Diventa successivamente direttore sportivo, in un periodo in cui i blucerchiati arrivano anche in Coppa Uefa e ai preliminari di Champions League. Sono gli anni di Pazzini e Cassano, di Maggio e gli altri.

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JUVE. Grandi soddisfazioni e risultati che portano Marotta e Paratici ad approdare dall'estate 2010 alla Juventus. Diciannove trofei in 11 anni, i 9 scudetti di fila. Tanti arrivi che hanno segnato un'epoca per quella squadra, da Bonucci (15 milioni) a Barzagli (300mila euro, «Il colpo del quale vado più orgoglioso»), da Vidal (12 milioni, rivenduto a 40) a Caceres (8), da Tevez (9 milioni) a Morata (preso due volte a 20 milioni, ma la seconda in prestito), da Dybala (41) a Mandzukic (19), da Pjanic (32) a Cuadrado (25), fino a Szczesny (19), Cancelo (40) e le grandissime spese. Il colpo Cristiano Ronaldo da oltre 115 milioni, un acquisto storico ma che ha portato anche a conseguenze pesanti per i bilanci a venire del club (era stato preso fondamentalmente per vincere la Champions...). Ma anche la clausola da 90 milioni di Higuain, De Ligt a 85 milioni, l'ex viola Arthur nel discusso scambio con il Barcellona per Pjanic (il brasiliano valutato oltre 80 milioni). Oltre ai due acquisti dalla Fiorentina, Bernardeschi e Chiesa, che non hanno reso per le aspettative con cui erano arrivati. Così come Luca Pellegrini preso per 22 milioni, Pjaca per 30 milioni, Zaza per 18 milioni, Krasic per 15 milioni, Douglas Costa per 45. Operazioni per gran parte condivise con Marotta, ma nelle quali Paratici (che è stato promosso come direttore dell'area sportiva nell'autunno 2018 dopo l'addio dell'attuale presidente dell'Inter) ha avuto molto margine di manovra. Compresa la maxi plusvalenza per la cessione di Pogba al Manchester United per oltre 100 milioni di euro. O gli arrivi a zero di Pirlo, Dani Alves, lo stesso Pogba, Llorente, Neto, Can, Rabiot. In quel periodo anche qualche caso controverso che ha avuto sviluppi legali, come il noto esame di italiano di Luis Suarez per il passaporto comunitario, o la squalifica di 30 mesi comminata dalla Figc per l'inchiesta plusvalenze.

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TOTTENHAM. Proprio la squalifica ha fatto interrompere la parentesi al Tottenham per la prima volta. Era arrivato agli Spurs nell'estate 2021 come direttore generale. Nel primo mercato arrivano Bryan Gil dal Siviglia ed Emerson Royal dal Barcellona, entrambi per 25 milioni, Sarr per 17 milioni, mentre si porta dietro dalla Juventus Kulusevski per 40 milioni complessivi e Bentancur per quasi 20. L'estate successiva, con il 4° posto e un posto in Champions conquistato, arrivano Richarlison per 58 milioni, Romero dall'Atalanta per 52 milioni, Bissouma dal Brighton per quasi 30, Udogie dall'Udinese per 18 e Spence per 15, oltre a Perisic a zero dall'Inter. Acquisti che hanno portato risultati alterni per i londinesi. L'ultimo acquisto in ordine di tempo, arrivato grazie al lavoro di squadra con Johan Lange (una sorta di co-direttore sportivo degli Spurs) è stato quello di Conor Gallagher, per 40 milioni dall'Atletico Madrid. Da febbraio sbarcherà a Firenze, dove intanto è già approdato Monor Solomon proprio dal Tottenham.

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