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CorFio – Vanoli ha ragione, la Fiorentina non sa soffrire. Porta inviolata una sola volta

Le ultime due sconfitte hanno riportato i viola dentro al proprio incubo 

Magari ha sbagliato la formazione contro il Como, in Coppa Italia, ma Paolo Vanoli ha centrato il punto: la Fiorentina non sa soffrire. Una squadra a cui manca la personalità e ancora di più l’amor proprio. Otto sconfitte in casa, le ultime due con il Cagliari e con gli scatenati discepoli di Fabregas, hanno ricacciato la Viola dentro all’incubo, azzerando i benefici dei quattro risultati utili consecutivi. L’allenatore ha migliorato la condizione fisica del gruppo, ma se vuole salvare la sua fragile creatura deve riuscire a fare ancora uno step fondamentale: scacciare dalla mente dei giocatori la sottile presunzione che in campo si trasforma in superficialità. Così scrive il Corriere Fiorentino.

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COSI' E' DURA. La Fiorentina non riesce a calarsi sino in fondo nella realtà della sua complessa stagione. Un male grave. Da curare in fretta. Il calcio è cambiato e, specialmente in Italia, è diventato molto equilibrato. La differenza sta nella capacità di rimanere dentro le partite negli inevitabili momenti di sofferenza. La voglia di non prendere gol. Nelle sedici tappe della gestione Vanoli soltanto una volta i viola hanno tenuto la porta chiusa, in casa con la Cremonese. Nelle sette trasferte con il nuovo allenatore, compresa una in Conference, hanno subito 12 reti, alla media sconfortante di quasi due ogni novanta minuti. Così salvarsi è come scalare l’Everest.

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