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CorFio - Un punto e un rimpianto, ma la Fiorentina si sta ritrovando

Vanoli sulla strada della continuità, ma Kean parte fuori. La vittoria scappata sul gong fa male, ma c'è una fiammella di speranza

Un punto. E un piccolo, grande rimpianto. Soprattutto però, un altro mattoncino nella (ri)costruzione di sé. Questo è, il 2-2 di ieri. Certo, la vittoria scappata di mano a due passi dal gong fa male, ma forse è giusto dar più peso al fatto che la Fiorentina oggi è una squadra. Così scrive il Corriere Fiorentino.

FUORI KEAN. Non a caso ha comunque infilato il secondo risultato utile di fila trovando quel briciolo di continuità fino ad ora mai trovata. A proposito. Vanoli, ed era facile da immaginare, è ripartito praticamente dalla stessa squadra che aveva vinto (e per larghi tratti convinto) con la Cremonese. Nessuno però, poteva pensare che la suddetta continuità coinvolgesse anche Kean. E invece, ecco il sorpresone: bomber di nuovo a sedere, e Piccoli titolare. «Moise è un top player — la spiegazione del mister — ma col Sassuolo aveva giocato con delle infiltrazioni e nell’ultima settimana è stato assente. Abbiamo un programma di recupero per lui». Vero o no (se non stava bene, e la prestazione lo lasciava pensare, perché farlo giocare a Parma?), primo tempo timido dei viola, assedio dei padroni di casa. Soltanto De Gea, i salvataggi sulla linea nel giro di un paio di minuti e un rigore abbastanza enorme negato a Gila hanno permesso ai viola di uscir vivi dalla prima frazione non in linea con i recenti (timidi) progressi.

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REAZIONE. Questione di testa. E il secondo tempo ne è stata la dimostrazione. Perché dopo il primo tiro in porta con Gud è arrivato il gol di Cataldi, ma la reazione è stata talmente forte da cancellare qualsiasi accenno di rimpianto per l’ex. Anche perché chi ne ha preso il posto (Fagioli) ci ha messo niente prima d’inventarsi l’assist per il pari di Gosens. E poi Gud, che si è preso e ha trasformato il (discutibile) rigore del sorpasso. Un’altra dimostrazione di come questa squadra si stia lasciando alle spalle i fantasmi e di come stia ritrovando i suoi totem. Compreso De Gea con un doppio miracolo. Se son loro, i primi «acquisti” di gennaio», allora sì che la fiammella della speranza potrebbe diventare qualcosa di più. Peccato per il finale, e per quell’ingenuità di Comuzzo che ha provocato il rigore trasformato da Pedro. Un rimpianto mitigato da una prestazione da squadra.

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