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CorFio – Gosens e Dodo, da punti di forza a punti di domanda. Fortini e Parisi spingono

Meno decisivi, meno incisivi, troppi errori e gol sbagliati. Gli esterni sono un problema
 

Da punti di forza a punti di domanda il passo è stato breve. Nei primi tre mesi di stagione il rendimento di Gosens e Dodo non ha rappresentato un’eccezione nel mare magno di difficoltà della Fiorentina, scrive il Corriere Fiorentino.


IN CALO. Gosens, al lavoro per recuperare dalla lesione di primo grado al retto femorale della coscia sinistra che gli ha fatto saltare la partite con Lecce, Mainz e Genoa, è apparso ben lontano dal giocatore ammirato la scorsa annata. In stagione un gol e due assist nei preliminari di Conference e un gol — contro il Milan — in campionato, ma un rendimento complessivo in forte calo: il tedesco, pur mantenendo la stessa media di cross (poco più di 2 ogni 90 minuti), è passato da 0,34 gol e/o assist ogni 90 minuti a 0,13, dal 33% di tiri in porta sul totale di conclusioni tentate al 16,7% attuale, dal 76% al 69% di precisione dei passaggi, da 58 a 48,8 tocchi a partita e anche nei duelli aerei vinti il dato rispetto allo scorso campionato è passato dal 62% al 39% attuale.

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FRENATO. Discorso non così diverso quello per Dodo. Il brasiliano — 5 assist nel campionato 2024-25 — è ancora a secco nella serie A 2025-26, pur avendo disputato 981 dei 990 minuti disponibili e mantenuto la stessa media di cross (4 ogni 90 minuti). Il brasiliano — oltre ad alcune sbavature difensive — ha visto la percentuale di precisione dei passaggi scendere dal 77 al 70%, il numero di progressioni con il pallone da 4,13 a 3,58 e dopo esser stato il quinto dell’intero campionato per dribbling riusciti lo scorso anno (uno ogni 58 minuti) adesso è solo tredicesimo (1 ogni 76).
 

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GOL SBAGLIATI. Dodo e Gosens sono accomunabili anche alla voce gol sbagliati: il brasiliano nel recupero di Fiorentina-Bologna, con il risultato sul 2-2, il tedesco nel finale di Fiorentina-Roma 1-2. Così dalle retrovie spingono le alternative, in primis Fortini. Ma Vanoli ha scrollato la polvere anche dalle spalle di Parisi.

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