Vai al contenuto
×

CorFio - Fiorentina, la Lazio è un'occasione e una trappola. Obiettivo primo successo in trasferta

Stasera all'Olimpico la squadra di Vanoli affronta i biancocelesti con l'obiettivo di dare continuità al successo contro la Cremonese

La notte dell’Olimpico, seppur contro una Lazio rabberciata, non sarà una passeggiata di salute, scrive il Corriere Fiorentino. La Fiorentina dovrà confermare e migliorare i leggeri progressi messi in mostra nelle ultime partite. Sia in quelle vinte, sia in quelle perse. Verona e Parma, le sconfitte, potevano finire diversamente, con un poco di attenzione in più. I tre punti con la Cremonese hanno permesso ai discepoli di Vanoli di cominciare l’anno con energia e rinnovata autostima. Ma sarebbe folle illudersi di aver messo i problemi alle spalle, basti pensare che dopo l’Udinese è subito arrivato l’indigesto capitombolo del Tardini.

sponsored

SERVE CONTINUITA'. La Fiorentina è ancora gravemente malata. La zampata di Kean in pieno recupero è servita a trascinare la squadra nella lotta salvezza. La battaglia è appena cominciata, e sarà lunga e durissima, soprattutto considerando il calendario. Lazio, Milan (al Franchi) e Bologna sono un percorso complicato dentro un gennaio scombussolato dalla rivoluzione sul mercato. Vanoli dovrà essere lucido e flessibile nell’inserire i nuovi innesti e tenere fuori i giocatori distratti dalle trattative. Perché la Viola non può concedersi errori. Può perdere qualche partita, anzi le perderà, ma non può sbagliare atteggiamento.

sponsored

UN'OCCASIONE E UNA TRAPPOLA. La Lazio, schiantata dal Napoli e in assoluta emergenza, è al tempo un’occasione e una trappola. Sarri è senza centravanti, forse lo farà il vecchio Pedro, ma ha lo stesso elementi di qualità che possono spaventare De Gea, da Isaksen a capitan Zaccagni, sino a Cancellieri. Gente svelta di testa e di gambe. Ritroveremo Cataldi, che abbiamo finito con il rimpiangere e la difesa è una delle più solide della serie A, la quinta per numero di gol subiti. Come la Fiorentina, è una squadra attraversata dal mercato e all’Olimpico non vince dal 23 novembre, ma è orgogliosa e arrabbiata e vuole dare una risposta forte alla sua gente. Lo stesso orgoglio e la stessa rabbia devono mostrarla gli uomini di Vanoli.

sponsored

IN CRESCITA. La Cremonese è stata solo l’inizio del viaggio. Il gioco latita, ma l’atteggiamento mostrato è finalmente stato quello giusto. Serve attenzione ai particolari, che spesso decidono una partita. I viola sembrano aver ritrovato almeno lo spirito di squadra, la voglia di giocare l’uno per l’altro e la capacità di soffrire sino alla fine. Anche la condizione dei singoli è in crescita: Fagioli sta imparando a fare il regista, Gudmundsson è più dentro l’azione e dietro Comuzzo sta ritrovando l’efficacia di un tempo.

TOCCA A MOISE. Un discorso a parte merita Kean. Entrato (anche troppo tardi) contro la Cremonese e subito a segno. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: tocca a Moise tirare la Fiorentina fuori dai guai. I suoi 5 gol in campionato sono arrivati tutti in casa, adesso deve sbloccarsi in trasferta. Come la squadra, ancora a digiuno di vittorie lontano dal Franchi: 4 punti in 9 gare sono una miseria, soprattutto uno nelle ultime 5 con 3 sconfitte consecutive. I viola devono invertire la tendenza. La striscia delle cosiddette partite abbordabili ha prodotto appena 6 punti. Pochi. Ma la situazione è ancora recuperabile.


Lascia un commento

ULTIME NOTIZIE