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CorFio - Dal permesso per motivi familiari al gol da tre punti: Kean e l'abbraccio di fuoco

Il centravanti viola ritrova il gol dopo una settimana turbolenta. È il suo quinto in campionato, tutti segnati al Franchi

Dagli allenamenti saltati per motivi familiari al gol da tre punti, scrive il Corriere Fiorentino. E pensare che, come ammesso dallo stesso Vanoli, Moise Kean non avrebbe dovuto neanche essere convocato «per rispetto del gruppo, ma non esiste un caso Kean: aveva da tempo avuto un permesso». Solo l’infortunio di Dzeko gli ha aperto le porte della panchina. Insomma: quella vissuta da Kean è stata una settimana tutt’altro che banale, superando dubbi e perplessità di una piazza in subbuglio. Per arrivare a un lieto fine per certi versi anche inaspettato. «Sinceramente non ho sentito nessuna voce, ero concentrato su quello che stavo facendo. I miei compagni e la società mi hanno sempre aiutato, ora tocca a me ricambiare», ha voluto precisare lo stesso numero 20 viola a DAZN al termine della partita.

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CONCLUSIONE FELICE. Dopo la sconfitta di Parma - e dopo una prestazione che rivedibile è dir poco - al giocatore da martedì era stato concesso un permesso per motivi familiari, a cui hanno fatto seguito la gestione del rientro e il primo allenamento svolto solo nella mattinata di sabato, a poco più di 24 ore dalla partita. Una trama delicata e intricata ha avuto, almeno stavolta, una conclusione felice. Quello di Kean è un gol che avvicina la Fiorentina alla zona salvezza, adesso distante 3 punti, ma che può essere considerato anche un gol in grado di riavvicinare Kean a Firenze, almeno a quella parte che aveva iniziato a dubitare della capacità del vice capocannoniere della scorsa serie A di confermarsi. «Il gol nel finale ci fa capire che ci si può sempre salvare, che si deve essere sempre positivi. A nessuno piace essere ultimi, sopratutto in una società come la Fiorentina. Cercheremo di lavorare sempre di più per essere nella giusta condizione», ha aggiunto l’attaccante viola.

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QUALCOSA SI MUOVE. Kean ha trovato il suo quinto gol in campionato - tutti al Franchi - in una partita in cui è entrato in campo all’84’ e in cui, con dieci minuti di permanenza in campo incluso il recupero, ha collezionato tre tocchi e due tiri, incluso il tap-in da tre punti sulla respinta di Audero al 92’. La stagione di Kean è ancora frammentata, ma nella discontinuità qualcosa all’orizzonte sembra muoversi: il classe 2000 nelle ultime sei partite disputate (Conference compresa) ha infatti collezionato 4 gol e 1 assist, per una media di una rete segnata ogni 92 minuti dall’11 dicembre in poi. Non solo.

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TANTO FUOCO. Due dei cinque gol segnati in campionato da Kean sono arrivati nel recupero, portando in dote 4 punti, contro Bologna e Cremonese, sui 12 totali. L’ex Juventus ha alzato lo standard di rendimento la scorsa stagione e il suo 2025-26 è ancora ben lontano dall’esser considerato all’altezza. Il tempo per rimediare e rimettersi in carreggiata c’è, tanto per la Fiorentina quanto per lo stesso Kean. «Era importante liberare la testa una volta tornato in campo, ho portato energia. Nell’abbraccio finale con il mister c’era tanto fuoco, è ciò che ci trasmette: è un ottimo allenatore. Per uscire serve essere uniti, tutti insieme. Una città come Firenze può dare tanto, possiamo ancora fare grandissime cose». Kean e la Fiorentina possono ora iniziare a sfogliare il libro del 2026 con prospettive similari, partendo da un risultato quanto mai prezioso e da una reciproca voglia di rivalsa. I tre punti con la Cremonese dovranno però essere solo il primo capitolo: la strada per uscire dalle sabbie mobili è appena iniziata.


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