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Conference, pensiero stupendo. Ma mantenendo i piedi per terra. Con l’Inter cercasi impresa

La Fiorentina avanza in Europa e affronta l’Inter cercando un’impresa per allontanarsi ancora dalla zona calda

La Fiorentina si tiene aperta una porta per il paradiso. L’ostacolo sarà enorme, perché il Crystal Palace è sempre stata la favorita numero uno per la vittoria della Conference League. Sulla carta, perché sul campo gli inglesi stanno facendo molta più fatica del previsto. Tra infortuni e cessioni (Eze su tutti), il Palace naviga nelle zone basse della Premier, ha eliminato AEK Larnaka e Zrijnki soffrendo e non è mai stato entusiasta di disputare la terza competizione europea. La Fiorentina, invece, su questo trofeo ci ha sempre puntato. Quest’anno meno, a tratti, quando le cose in campionato si erano messe davvero male. Ma adesso che la situazione si sta lentamente facendo meno drammatica chissà…

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SPERANZA. Già col Rakow Vanoli aveva lanciato segnali differenti mandando in campo i ‘titolari’, o almeno gran parte di essi. E’ chiaro ormai che questa Fiorentina non possa prescindere da alcuni elementi chiave e che altri siano qualche categoria indietro. Da Fazzini a Ndour (comunque ancora in gol) passando per Fabbian, che Fagioli sia insostituibile è ormai noto e che tra Christensen e De Gea ci sia un abisso. A breve rientrerà anche Solomon, mentre Gudmundsson andrà a migliorare nelle sue condizioni fisiche. Quello che fino ad un mese fa sembrava un ostacolo insormontabile, anche in virtù della necessità di schierare tante seconde linee in Europa per privilegiare la rincorsa salvezza, con una classifica migliore in campionato e il recupero di altri giocatori chiave, adesso diventa una grossa occasione. La priorità resta mantenere il gap sulla zona retrocessione, ovviamente. Ma la porta per il paradiso resta comunque aperta. 

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INTER, E POI…Già domenica sera si attendono segnali importanti dalla truppa gigliata. L’Inter è in flessione, ma è decisamente più forte. Sulla carta, ma anche per quanto visto sul campo. Ma questa è una Fiorentina diversa, che non si scioglie dinanzi alle prime difficoltà, che sta dentro la partita fino alla fine e che si sta riscoprendo compatta, unita e finalmente ‘mentalizzata’ nella nuova dimensione in cui si è ritrovata. Almeno questo è ciò che è emerso dal match con la Cremonese di lunedì scorso. Non che sia tutto in discesa, sia chiaro. Ma di aspetti positivi per tornare a sperare, nell’oggi e per il domani, ce ne sono. Non era scontato e non è poco.

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