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Col Chievo mostrati i limiti di una squadra costata però 70 milioni. Pioli deve cambiare qualcosa. Preoccupante il silenzio di società e istituzioni, il futuro del club non sembra interessare

Per la Fiorentina la sconfitta di Verona contro il Chievo è di quelle pesanti, che fanno male. Molto male. Una giornata negativa, dove tutto va nel verso sbagliato può capitare a tutte le squadre. Ma se dopo sette giornate di campionato la squadra di Pioli ha già perso quattro volte (lo scorso anno la quarta sconfitta arrivò alla 14° giornata, mentre bisogna tornare indietro di sette anni per un inizio così negativo, quando sulla panchina viola c’era Sinisa Mihajlovic) e conquistato solo sette punti (una media di un punto a partita equivale alla retrocessione) la situazione inizia a essere serie a molto pesante.

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Sul piano della squadra giustamente Pioli ricorda che questa Fiorentina è in costruzione, un cantiere a cielo aperto, che ha bisogno di tempo per potersi esprimere in maniera più competitiva, ma le settimane, le giornate di campionato passano e ancora c’è molto da lavorare.

Quello contro il Chievo Verona è stato un passo indietro preoccupante, sul piano del gioco, delle motivazioni, dell’entusiasmo. Una prestazione che ha dato l’impressione per alcuni giocatori di non credere fino in fondo quello che dovrebbero fare.

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L’involuzione per una squadra che sembrava crescere bene è dietro l’angolo e durante la sosta del campionato Pioli dovrà assolutamente cercare di cambiare qualcosa. A iniziare dal modulo di gioco. I due giocatori sulla linea mediana non riescono a fare filtro per la difesa e prendere in mano il centrocampo avversario, mentre la trequarti e l’attacco spesso giocano basandosi sulla giocata personale di qualcuno come se tutto fosse frutto del caso.

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Oltre al modulo c’è da capire anche alcune scelte: è ormai chiaro a tutti che Gaspar non possa fare il difensore; Biraghi ha buona corsa ma non ha il tiro per arrivare a tirare le punizioni nei momenti più importanti della partita; Chiesa ci mette sempre l'anima ma rispetto alla scorsa stagione si trova a giocare da ‘solo’ con tante energie spese durante la gara; Benassi sulla trequarti non rende, lo dicono le prove fatte fino a oggi; Babacar esterno sinistro, anche per lui quello non è il suo ruolo; Simeone ha segnato, il Bentegodi gli porta fortuna, ma dall’attaccante principale della squadra ci si aspetta di più, senza dimenticare che in avanti è troppo solo.

La Fiorentina tornerà ad allenarsi mercoledì pomeriggio, Pioli ha concesso due giorni di riposo alla squadra, e alla ripresa mancheranno i nazionali ma qualcosa dovrà cambiare per dare una svolta a una Fiorentina che contro il Chievo Verona, purtroppo, ha confermato quei segnali di una squadra principalmente da metà classifica se le cose andranno tutte bene.

Pioli, però, lavorerà sul campo ogni giorno convinto che questa squadra può solo migliorare ma questa rosa gli è stata realizzata dai Della Valle, dal presidente Cognigni, dal direttore generale Corvino.

La cosa che non torna, però, è che per una squadra che può ambire al massimo di arrivare tra l’ottavo e decimo posto (ricordiamo, se tutto andrà bene) sono stati spesi circa 70 milioni di euro. Cifra che sicuramente avrebbe potuto consentire di costruire una squadra che potesse lottare almeno per l’Europa League.

Invece, attorno alla Fiorentina c’è il più assoluto silenzio.

Quello di Diego e Andrea Della Valle, quello del presidente Cognigni, quello del direttore generale Pantaleo Corvino. Probabilmente davanti a certe situazioni sarebbe il caso di prendersi le proprie responsabilità, invece si è scelto la via del silenzio.

Stessa linea presa anche dalle istituzioni locali, dal sindaco di Firenze Dario Nardella e da tifosi importanti come Matteo Renzi. Lo avevamo scritto di recente ma anche da loro totale silenzio, per quello che resta un bene di Firenze.

Non ci si può limitare a parlare solo del nuovo stadio, che si farà o meno, perché quello se ci sarà arriverà solo tra diversi anni e il presente della Fiorentina è pieno di dubbi e punti oscuri. È chiaro a tutti che i rapporti tra società viola e Comune, nonostante le dichiarazioni di facciata, non sono rose e fiori come ultimamente viene raccontato.

Serve una presa di posizione per Firenze, per i tifosi, perché nessuno si merita una situazione del genere.

Vero, i soldi sono dei Della Valle e possono decidere di farne cosa vogliono e nessuno può costringerli a spendere e fare investimenti importanti per la Fiorentina ma il sindaco Nardella in primis, così come Matteo Renzi, dovrebbero muoversi e parlare in maniera definitiva con i Della Valle per capire, per decidere cosa fare della Fiorentina.

In questa direzione c’è chi si è fato già sentire come Michele Pierguidi, presidente dl Quartiere 2 di Firenze (dov’è situato lo Stadio Franchi e il centro sportivo viola) e presidente del Calcio Storico Fiorentino (al quale la Fiorentina quest’anno si è legata per il colore delle maglie) che ha avuto il coraggio a chiare lettere (con un tweet) di chiedere ai Della Valle di vendere la Fiorentina:Spero ve ne andiate presto… l’avete presa a zero, sono anni che fate cassa, cari amici marchigiani… spero ve ne andiate presto davvero..

#soloperlamaglia #forzaviola”.

La situazione ha bisogno di essere presa in seria considerazione perché il rischio è che da una partita all'altra tutto crolli e quella che doveva essere una stagione di crescita, di transizione, diventi invece un incubo.

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