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Cois: «Da troppo tempo manca un trofeo alla Fiorentina. Può essere l'anno buono»

Le dichiarazioni dell'ex centrocampista sulle prime mosse di mercato e l'inizio della nuova stagione della Fiorentina

Sandro Cois, ex giocatore della Fiorentina, ha commentato così a Radio Bruno l'inizio della nuova stagione della squadra viola: «Sono passati troppi anni dall'ultimo trofeo della Fiorentina, piacerebbe a tutti vedere la squadra viola sollevarne uno nuovo». 

ATTA. «Penso che Atta sia un grande acquisto, all'Udinese ha fatto benissimo ed ha delle caratteristiche che mancavano alla Fiorentina. Si fanno dei paragoni importanti ma è giovane, di talento, tecnico, si inserisce molto bene quindi per me è un grande acquisto».

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GROSSO. «Tutti ne parlano bene, le sue squadre fino ad ora hanno espresso un ottimo calcio offensivo. Per me potrà essere uno dei migliori allenatori italiani in prospettiva».

VANOLI. «Mi è dispiaciuto per Paolo, all'inizio io l'ho visto era molto preoccupato, aveva trovato una squadra rassegnata, quindi ha fatto un ottimo lavoro e mi dispiace per lui, lo considero un ottimo allenatore».

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MALESANI. «Il primo giorno che ci siamo presentati a Coverciano per le visite mediche venne da me e mi disse questa frase: a me non interessa quello che dicono, mi interessa quello che penso io, per me sei fortissimo e con me giocherai sempre, quindi dai il massimo perché sei uno dei top. E queste cose danno morale, per me quell'anno fu meraviglioso, giocai tutte le partite e fui premiato con la convocazione ai Mondiali».

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I SUOI ANNI A FIRENZE. «Il primo anno di Ranieri per me fu difficile, ero giocane alla prima esperienza da titolare ed il mister era molto esigente. Però poi mi sono migliorato nelle stagioni successive, con la vittoria della Coppa Italia e della Supercoppa subito. Io ho fatto sempre il titolare negli 8 anni di Firenze, e ho avuto ottimi rapporti con Malesani, Trapattoni, con Terim sono andato a pranzo insieme qualche anno fa quando venne a fare una amichevole a Firenze».

ALLENATORI E TATTICISMO. ««Adesso andrò a vedere qualche squadra in ritiro, ho fatto un percorso da allenatore, ora è un anno e mezzo che non alleno quindi sto aspettando, ho avuto proposte per ragazzi giovani ma vorrei crescere, sto aspettando la proposta giusta. Con i giovani l'allenatore deve essere in grado di fare uscire il suo talento, non mettendogli sempre pressione, il talento va allenato e coltivato, va anche lasciato fare in tranquillità. L'anno scorso sono andato a vedere un settore giovanile di una squadra di Serie A, un ragazzino comincia a fare 2 e 3 dribbling, e l'allenatore ha fermato il gioco. Se un giocatore giovane con i pari età fa 3 o 4 dribbling, allora forse devi mandarlo con quelli più grandi, così ne fa meno ma crescerà applicandosi al livello». 

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