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CdS-Stadio - La rinascita di Pietro Comuzzo. Tra viola e azzurro

La rinascita di Pietro Comuzzo. Tra viola e azzurro il difensore della Fiorentina si è ripreso dopo mesi difficili

Si sofferma su Pietro Comuzzo il Corriere Dello Sport Stadio. Il difensore viola ha vissuto diciotto mesi in una centrifuga: dall'esordio da titolare in Serie A nell'agosto 2024 al primo gol al Franchi, la zuccata di domenica pomeriggio contro il Milan. Il suo volto, mento sbarbato e capello ramato, è il simbolo della Fiorentina che ci crede ancora. E che ha ricominciato a correre (anche grazie a lui). 

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NAPOLI E AL-HILAL. Dodici mesi fa, di questi tempi, il Napoli bussava al Viola Park con un'offerta mostruosa per uno che allora aveva meno di 25 partite tra i professionisti: 35 milioni da girare alla Fiorentina per uno dei difensori rivelazione del girone d'andata. Il calciatore, che non ha mai fatto nulla per volersene andare, allora era tentato dall'opportunità di lottare per lo scudetto con Conte, ma a stoppare tutto ci pensò il presidente Commisso. In estate offerta simile ma da latitudini diverse, ecco l'Al-Hilal di Simone Inzaghi: la società viola avrebbe acconsentito al trasferimento, ma il classe 2005, che nel finale di stagione con Palladino aveva perso spazio, ha dimostrato di avere una qualità non scontata: fame, intesa come desiderio di competere ad alti livelli. 

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LA MANO DI VANOLI. L'autunno di Comuzzo è stato complicato da problemi fisici e da un vestito tattico, la difesa a tre, che non calza a pennello con le sue qualità. Dopo un mese con Vanoli la svolta: parte tutto dalla necessità di cambiare, e così il tecnico decide di accantonare il vecchio modulo (e di conseguenza anche Pablo Marì) e di buttar dentro il Mastino al fianco di Pongracic. Per Comuzzo è un nuovo inizio: titolare in otto delle ultime nove gare, in questo periodo è stato quasi sempre tra i migliori, si è rialzato dopo l'errore con la Lazio, con il fallo che aveva provocato il rigore realizzato da Pedro, e contro il Milan, un'altra squadra che in estate l'aveva seguito da vicino, ecco la prima gioia davanti ai suoi tifosi. 
 
SOGNI AZZURRI. Rimane un difensore con alcuni difetti da superare e che sta lavorando su come migliorare anche in fase di impostazione. A tanti ricorda Chiellini, con cui condivide la qualità più spiccata: l'attenzione ossessiva a ogni possesso. In tribuna, a osservarlo, il ct Gattuso: Comuzzo ha già strappato un paio di convocazioni in azzurro con Spalletti ma non ha ancora esordito. Se continuerà così sarà il prossimo inevitabile passo. 

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