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Brutti ma buoni: l'avvio shock e un Terracciano insuperabile. Tre punti con vista Champions

Partita brutta, la Fiorentina rischia parecchio ma si prende una vittoria importante. Decide un lampo di Beltran

Incredibile. Ma vero. Verissimo. E, visto come sono andate le cose, va bene, molto bene, così. La Fiorentina, insomma, batte il Verona alla fine di una partita brutta, sofferta e che per quasi un’ora avrebbe potuto perdere. Vince e addirittura riesce a riaccendersi addosso i riflettori della Champions.

Incredibile, appunto. Ma terribilmente vero. Primo tempo da incubo, con Italiano che gioca la carta dei due attaccanti insieme (Nzola e Beltran) utilizzando un 4-2-3-1 senza troppe velleità. Anzi l’idea proprio non funziona. Senza Nico e Bonaventura (più Arthur) la squadra viola non sa inventare, scrive La Nazione.

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BRUTTI MA BUONI. Subito Terracciano-show, con il rigore procurato e la parata su Djuric e sulla ribattuta. Poi il festival degli errori del Verona, con Ngonge, Lazovic e Djuric. Fiorentina non pervenuta, se non per una affondo di Nzola che porta al gol annullato però per fallo di mano.

Stop. Italiano capisce che la sua Fiorentina non c’è. Il tecnico cambia. E dopo un altro mezzo miracolo di Terracciano la Viola si sveglia. Mandragora ha la prima palla-gol vera, ma Montipò si salva, poi ecco arrivare il lampo di Beltran.

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Che in una mischia trova la scintilla buona per segnare e accendere la casella giusta sul tabellone dello stadio. Viola in vantaggio, Verona colpito e affondato. Quel profumo di Champions che riesce ad anestetizzare tutto il brutto di 90' incredibili.

Ma veri.


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