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Bonaventura e la delusione per l'Europeo sfumato. Ora vuole un trofeo (per dire addio?)

Spalletti lo aveva visto dal vivo contro il Napoli, quando Jack era andato male. Italiano lo ha gestito verso la finale

È arrivato a 8 reti in 31 partite di campionato, record personale eguagliato. Solo quattro italiani (Scamacca, Pinamonti, Orsolini, Berardi, tutti attaccanti) hanno segnato più di lui in Serie A. Non è bastato tutto questo per convincere Luciano Spalletti a puntare su Giacomo Bonaventura.

Lo stesso calciatore non l'aveva presa benissimo, anche prima dell'ottavo centro a Cagliari. Lui che, trentacinque anni da compiere il prossimo 22 agosto, poteva essere al suo primo e ultimo grande appuntamento in carriera con la Nazionale, salterà invece Euro 2024, scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

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DAL VIVO. L'ultima chance il ct gliel'aveva data col Napoli. Lì, al Franchi, Spalletti aveva annotato da vicino le difficoltà atletiche di un giocatore che nell'ultimo periodo era stato condizionato da qualche acciacco di troppo.

La stima per Jack da parte dell'allenatore che lo aveva rispolverato in chiave Nazionale - paragonandolo anche a Bellingham - c'è sempre stata, dopo averlo visto coi propri occhi Spalletti ha però optato per un centrocampista più pronto fisicamente come Folorunsho.

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TROFEO E FUTURO. Che Bonaventura non fosse al massimo della forma lo sapevano anche dalle parti del Viola Park: lo sapeva Vincenzo Italiano, che proprio per fargli mettere minuti nelle gambe in vista della finale di Atene, lo ha schierato titolare nelle ultime due uscite di campionato.

Con l'Europeo sfumato, Atene e la sfida all'Olympiacos diventano l'unico orizzonte per Bonaventura. Mercoledì ci sarà, quasi sicuramente dal primo minuto: troppo importante la sua esperienza per una Fiorentina che anche nella finale del giugno scorso a Praga si aggrappò al proprio numero cinque, decisivo con la rete del momentaneo 1-1 col West Ham.

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Poi, dopo la coppa, si parlerà di futuro: lo spiraglio per continuare in viola c'è ancora, ormai è lontano lo spauracchio bianconero di gennaio. La possibile conquista di un trofeo internazionale (il primo in carriera) potrebbe diventare la perfetta chiusura di un cerchio e della sua avventura a Firenze.

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