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Arthur è l'uomo in più: Italiano lo ha rilanciato. Ora è determinante

Alla Juve era depotenziato, alla Fiorentina è tornato a grandi livelli. Dai suoi piedi e dai suoi movimenti passa il gioco viola

Da centrocampista su scala globale, a incompiuto il passo è breve. Ma come spesso accade sono i rapporti umani a fare la differenza, soprattutto quanto si è dotati di indubbie capacità nel giocare a pallone. Ecco Arthur Melo, arrivato a Barcellona da predestinato, emigrato a Liverpool da acclamato, transitato alla Juve da depotenziato e planato a Firenze da desiderato.

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Italiano lo ha fortemente voluto e lui, dopo un periodo comunque di adattamento – non al gioco, ma a giocare così tanto – sta diventando sempre di più la guida di questa squadra. Così scrive La Nazione. DA AMRABAT AD ARTHUR. In modo sotterraneo, senza grandi fronzoli, ma andando spesso e volentieri nel concreto.

Italiano è stato decisivo, cambiando tipologia di giocatore dopo aver capito che Amrabat non sarebbe più stato della truppa viola. Una scelta diversa, dunque, per palleggio e modo di interpretare le partite. Contro il Bologna si è abbassato il brasiliano e con lui la Fiorentina, per allargare gli spazi e andare tra le linee avversarie.

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Si ripartirà da qui.


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