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Accontentarsi o no di un punto così? A Cremona la vera risposta. Riserve e giovani si preparano all'Europa

Fiorentina spuntata e senza grande determinazione, c'è il Rakow prima di una sfida da brividi contro Nicola

Da una parte la soddisfazione di allenatore e (ex/vice) capitano, dall'altra la contestazione sonora dei tifosi. Un nuovo capitolo nella paradossale stagione della Fiorentina. Lo 0-0 contro il Parma ha fatto uscire per la prima volta dopo mesi i viola dagli ultimi tre posti della classifica, un passettino per issarsi momentaneamente in quart'ultima posizione in attesa degli eventi. Ma è stato un pari pieno di niente. Niente gioco, niente idee, niente peso offensivo. Un obiettivo la Fiorentina lo ha centrato: non voleva perdere, e non ha perso.

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PUNTICINO MA OCCASIONE PERSA. Forse è per questo che Vanoli si è detto soddisfatto per il punto di domenica. «Volevamo vincere, ma...» . Stesso concetto ripetuto da Ranieri. Per una squadra che deve calarsi nella lotta salvezza, è una mentalità che può servire. Ma bisognava metterla dentro mesi fa. Invece di cercare invano di far valere le proprie superiori (???) qualità tecniche, finendo poi spesso per leccarsi le ferite e perdere punti. Ora, invece, a 10 turni dal termine, servirebbe soprattutto sfruttare le occasioni e le partite sulla carta più 'tranquille'. Per intendersi: lunedì prossimo allo Zini sarà una gara infuocata. Per uscirne indenni, magari vincenti, servirà mettere in campo atteggiamento e caratteristiche ben diversi rispetto alle ultime uscite. Con l'Inter, poi, sarà un'altra gara complicata. Contro il Parma, invece, si poteva (e doveva) fare qualcosa in più.

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COSI' E' DURA. Se il punto fatto domenica sarà utile per la corsa salvezza, si capirà solo più avanti. Lunedì a Cremona, ad esempio. Perché è chiaro che vincendo contro la banda di Nicola anche il pari con il Parma prenderebbe un po' più di valore. Al contrario, non fare bottino pieno o addirittura perdere darebbe credito a gran parte della piazza che in queste ore critica e contesta. E lo fa, soprattutto, perché vedere una Fiorentina ridotta così è sempre più doloroso. Vuota, senza spunti, che si accontenta di non perdere in casa contro un Parma già praticamente salvo. Del resto, quando il tuo portiere ci mette una vita a rinviare, quando non fai tiri in porta per due gare di fila, quando il tuo numero 10 non salta l'uomo nemmeno sotto tortura, men che meno la punta si ricorda come far male al portiere avversario... E' dura, parecchio dura. Cori e fischi a fine partita sono stati inevitabili, anche se l'umore di De Gea, Ranieri e compagni era tutt'altro. Classifica mossa, Cremonese staccata. Evvai.

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RISERVE E GIOVANI. Nel mezzo c'è la Conference, l'andata degli ottavi con il Rakow. Chiaramente la priorità va al campionato, quindi dentro la Fiorentina B. Con Christensen che, dopo aver sostituito l'infortunato Lezzerini in Lista Uefa (si può fare, secondo regolamento, se un portiere sta fuori per infortunio per almeno 30 giorni), potrebbe tornare tra i pali dopo la Coppa Italia. Squalificato Pongracic, assenti dalla lista Rugani e Brescianini, Kean proverà a recuperare per lunedì e Solomon si rivedrà al massimo contro l'Inter (ma più realisticamente dopo la sosta). Facile pensare come ci sarà spazio giovedì per tante riserve e diversi giovani. Da Comuzzo a Fortini, da Fabbian a Fazzini, mentre Balbo potrebbe non essere l'unico Primavera a partire dall'inizio. O a giocare a gara in corso (del resto, Braschi può fare peggio di questo Piccoli? Bertolini può far rimpiangere questo Harrison? Kouadio davvero non può fare neanche un minuto?). Vanoli era già stato chiaro con lo Jagiellonia (quando la missione non era stata proprio compiuta): l'imperativo è evitare nuovi infortuni e risparmiare energie. Specie con all'orizzonte una partita vitale come quella di Cremona. Ma bisognerebbe evitare anche di fare figuracce. Non semplice per una Fiorentina in questo stato.


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