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Vigilia tesa in casa viola. Cognigni parla di traguardi importanti, ma per centrarli l'unità non basta

Vigilia tesa in casa Fiorentina, l'Empoli invece arriva al Franchi sulle ali dell'entusiasmo. Dal mercato servono almeno due pedine da inserire nelle rotazioni dei titolari

La vigilia è di quelle delicate. La Fiorentina si approccia al derby contro l’Empoli con la paura di chi non può più sbagliare. Discorso fatto spesso, vero, ma stavolta siamo arrivati vicini ad un punto di non ritorno. Almeno per quanto riguarda le ambizioni stagionali della squadra di Pioli.

Perché nessuno sembra correre particolarmente, ma perdere ancora terreno sulla concorrenza minerebbe ancora una volta classifica ed umore. La settimana è stata quella dei buoni propositi. Non tanto perché sono iniziate cene e brindisi di Natale, quanto perché nel clan viola nessuno riesce a digerire le otto partite consecutive senza vittorie.

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La data del 30 settembre (quella dell’ultima vittoria contro l’Atalanta) è ormai scolpita nella testa dei giocatori, oltre che dei tifosi. Una data da cancellare, da dimenticarsi in fretta. Perché ormai non c’è più tempo né per piangersi addosso, né per rimpiangere quel che è stato.

Pioli lo sa, in settimana ha cercato di fare più lo psicologo che l’allenatore, anche se pure a livello tattico qualcosa da rivedere ci sarebbe. Il tecnico, in campo, proseguirà sulla linea tracciata fin qui. Difficile immaginare una Fiorentina schierata in modo diverso rispetto al 4-3-3, nonostante che contro l’Empoli mancheranno tre interpreti titolari come Milenkovic, Edimilson Fernandes e Veretout.

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Spazio a Laurini sulla destra, Norgaard a centrocampo può (per una volta) sperare, con Gerson che tornerà sulla linea dei centrocampisti (dove ha convinto solo a tratti). In attacco ballottaggio aperto tra Mirallas e Pjaca, con il belga in largo vantaggio rispetto al croato.

Sul fronte societario, il Presidente Mario Cognigni ha ribadito alla Cena di Natale di giovedì scorso che “stando uniti potremmo raggiungere traguardi importanti”. Possibile, ma è pure vero che stare uniti può non bastare. L’unità dell’ambiente (che adesso non c’è) può essere importante per sopperire (in parte) ad alcune lacune, ma se davvero l’obiettivo è quello dei “traguardi importanti”, l’impressione è che serva qualcosa in più.

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Qualcosa di concreto, da mettere in campo. Nella fattispecie un centrocampista di qualità ed un attaccante. Corvino sta cercando soluzioni, Pioli si aspetta un paio di rinforzi. Niente di trascendentale (a gennaio gli affari non si fanno) ma un paio di pedine funzionali è lecito attendersele.

Per il ruolo di centrocampista centrale, l’idea più praticabile porta a Viviani. La Spal lo cederebbe volentieri (è ai margini della rosa) e lui pare molto interessato alla Fiorentina. C’è da trovare la formula, ma è una pista da seguire con attenzione.

In attacco i nomi sono tanti, ma alla fine si dovrebbe andare su un profilo esperto e conoscitore della Serie A. In questo senso possono rispondere all’identikit giocatori che in questo momento non hanno spazio come Sansone, Lapadula e Destro.

Nomi a parte, arriverà un profilo così. Per i "traguardi importanti" potrebbero non bastare nemmeno loro, ma almeno Pioli avrebbe un paio di pedine in più da far ruotare con i titolari. E soprattutto, con Viviani (o chi per lui) avrebbe la possibilità di liberare Veretout nel ruolo di mezzala sinistra.

E con i tempi che corrono non sarebbe poco.

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