Vanoli: «Kean? Aveva un accordo con la società, non l'avrei portato neanche in panchina»
Parla così mister Vanoli in conferenza stampa dopo l'1-0 contro la Cremonese al Franchi: «Durante la settimana abbiamo avuto tanti influenzati, a partire da Gudmundsson che l'abbiamo recuperato all'ultimo, Mandragora, Sohm. I ragazzi sono stati eccezionali, a livello di febbre ce ne sono stati parecchi, compreso il sottoscritto e membri dello staff. Mi ha sorpreso Gudmundsson per la continuità nei 90 minuti, l'ho risparmiato alla fine. Dzeko fuori per la caviglia, ieri ha preso un colpo. A volte è difficile giustificare le prestazioni senza risultati, è stata una batosta dopo Parma, ma la prestazione c'era stata. Ho detto ai ragazzi di guardare avanti, mi piace una squadra che sia aggressiva. È migliorata la percentuale di possesso, bisogna attaccare di più gli spazi, un giocatore come Solomon ci serve. Poi i giocatori a gennaio vanno magari portati a condizione, ma è un giocatore importante e l'ha dimostrato anche oggi».
TATTICA. «Parisi e Dodo? La catena di destra è più dinamica, è normale. Si possono aiutare di più, sono due terzini di spinta che si possono intercambiare. Di là ho voluto mettere un difensore come Ranieri che sta facendo un sacrificio, sta facendo un lavoro strutturale. Gosens è rientrato dopo tre giorni da 40 di febbre, mi è dispiaciuto averlo recuperato solo all'ultimo. È più terzino, gioco e vado. Ma dobbiamo stare attenti agli equilibri. In prospettiva futura stiamo andando bene in questa direzione, ma se riusciamo a lavorare bene sul mercato questa squadra può far bene anche con il 4-2-3-1, con Gudmundsson dentro. Ma ora dobbiamo trovare un'idea e una continuità».
MERCATO. «Ho parlato con la società, ho chiesto quello che sto cercando. Il mercato di gennaio mi fa un po' di paura, bisogna trovare giocatori motivati che vogliano venire alla Fiorentina. Come è stato Solomon quando ci ho parlato, voglioso di venire qui. Un piacere vedere un giocatore di quel calibro subito con la valigia, pronto per venire. Cambiare sì, ma bisogna stare attenti, anche perché si rimettono in forma giocatori e bisogna fare cambi giusti».
LA STRADA GIUSTA. «La partita di Parma è stato un risultato inaspettato per quanto fatto. Ma ho fatto vedere tante cose ai ragazzi e ho detto: questa è la strada. Arriveranno i gol, ma se fai 60 tiri in tre partite, la strada è questa. Serve più concretezza, ma sono contento. Vedere un Fagioli con questa qualità, deve continuare ad essere questo giocatore importante. Ho visto tanta crescita individuale che poi devi mettere insieme. La grande parata di De Gea, il gol di Kean. Ma piedi per terra. Siamo lì, dobbiamo essere resilienti, stare lì. Dopo aver fatto una buona prestazione a tratti, abbiamo avuto lo spirito di non voler prendere gol e voler vincere. Poi arriva la fortuna».
DE GEA CAPITANO. «E' stata una scelta, non devo giustificare nulla qui».
FAGIOLI. «Il primo abbraccio con Fagioli dopo il gol? Avrei abbracciato tutti, anche provato a fare il balletto con Kean ma avendo avuto la febbre avevo un po' paura. Ma stasera è la dimostrazione che questi ragazzi stanno cercando anche loro, l'hanno capito dove siamo. Stiamo lavorando tanto. Ora bisogna riposare, pensare alla Lazio. Sappiamo cosa dobbiamo fare, non è cambiato niente, bisogna guardare solo noi stessi. Un altro giocatore cresciuto tantissimo è Comuzzo, ha fatto un'altra prova di alto livello e sono contento».
KEAN. «L'assenza di Kean? E' molto semplice. Aveva un accordo con la società già da tempo, è stato rimandato più volte e per motivi di legge non si poteva più rimandare. È andato, e ho detto a lui che per rispetto del gruppo non lo avrei portato neanche in panchina. Perchè c'era Dzeko. Poi stamani Moise si è allenato forte, dopo ieri, e quando ho saputo la cosa di Dzeko gli ho detto di venire in panchina. Lui mi ha detto "Io ci sono". Inutile buttare addosso merda, già ce n'è tanta. Io quando c'è da dire in faccia le cose lo faccio, come ora. Non sarebbe venuto in panchina non perché è andato là, ma per rispetto del gruppo. Aveva questo problema, ha fatto di tutto per rientrare. Il viaggio era lungo. Io ho la gestione di un gruppo, è sempre stato a disposizione. Si dicono tante cattiverie. Mi è dispiaciuto per Piccoli perché ha fatto una buona partita».
FAZZINI. «Spero di poter essere quasi all'arrivo, dovrebbe rientrare nel gruppo in questi giorni».
PORTA INVIOLATA. «Molto contento. Il clean sheet mi piace molto, anche da ex difensore. Dobbiamo migliorare tanto, sul reparto e sull'attenzione. È diverso a quattro rispetto a cinque. A cinque è tecnica individuale, uomo su uomo. A quattro è di reparto. Dobbiamo capire meglio quando difendi basso, a zona, e quando alto più a uomo. Non lo stiamo facendo a volte tanto bene, ma miglioreremo. I giocatori di oggi possono far tutto perché sono evoluti».



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