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Esterni offensivi e cambio di sistema: le soluzioni a disposizione di Vanoli

Prima del mercato, il tecnico deve fare di necessità virtù adattando sugli esterni i giocatori attualmente in rosa. Ecco tutte le soluzioni possibili

Una delle peculiarità della prima vittoria stagionale con l’Udinese è il passaggio alla difesa a quattro: 4-3-3 nel primo tempo, 4-4-2 nella ripresa. Vanoli ha impiegato tanto, forse troppo, ad abbandonare il 3-5-2, ma la spiegazione è semplice: la Fiorentina non ha esterni alti di ruolo in rosa. In attesa del mercato, però, non mancano giocatori adattabili, con risultati diversi.

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Contro l’Udinese sono stati scelti Gudmundsson e Parisi. L’islandese si è trovato a suo agio partendo da sinistra senza palla per poi accentrarsi. Oltre alla pericolosità offensiva, ha colpito la sua presenza costante nella manovra offensiva: la squadra lo ha cercato e trovato come raramente accaduto finora. È un esterno atipico, che tende a svariare molto, ma forse non è un caso che, cambiando posizione, sia riuscito finalmente a connettersi con i compagni in zone di campo realmente pericolose.

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Parisi è stata la vera sorpresa della domenica. In molti hanno storto il naso vedendolo posizionarsi ala destra a piede invertito, ma il classe 2000 ha offerto una prestazione di assoluto livello, entrando in quasi tutti i gol e gli episodi chiave. Il suo dribbling può essere un’arma utile anche da esterno alto, così come sembra funzionare l’intesa con Dodo. Inoltre, allontanarlo dall’area di rigore non è necessariamente un male, vista la tendenza a commettere errori difensivi tra limiti fisici e momenti di amnesia.

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Tutto questo, però, conta poco senza continuità. A Parma, in undici contro undici e con spazi inevitabilmente più ridotti, serviranno conferme. Da qui la necessità di guardare anche alle alternative. Nella ripresa con l’Udinese è entrato Fortini, sancendo il passaggio al 4-4-2. Esterno di ruolo, rende meglio con tutta la fascia da attaccare, ma può essere una soluzione soprattutto in quel sistema. Nel 4-3-3 potrebbe soffrire di più il poco spazio, anche se la sua duttilità — può giocare su entrambe le fasce — resta un vantaggio. Finora, si è visto meglio a destra.

Chi quel ruolo lo ha già ricoperto è Kouame. Tornato da poco da un grave infortunio, complice la struttura della rosa è stato nuovamente adattato esterno alto, nel ruolo che Vincenzo Italiano si inventò per lui nel 2022. Le sue caratteristiche sono note: grande impegno, buona fisicità, qualità tecnica limitata. Può essere utile su entrambe le fasce e come riferimento sui palloni alti, sfruttando il mismatch fisico con i terzini avversari.

Anche Dodo può giocare da esterno alto. Anche lui preferisce avere tanto campo da attaccare davanti a sé. Tuttavia, rispetto a Fortini ha il vantaggio di avere nello spunto sul breve una delle sue armi migliori, anche se in questa stagione è diventato più un limite che una risorsa, col brasiliano che troppo spesso si è incaponito nel dribbling perdendo vagonate di palloni. In caso di emergenza, soprattutto se a destra dovesse giocare un terzino più bloccato come Kouadio, potrebbe comunque essere una soluzione.

Capitolo infortunati. Fazzini convive da tempo con un problema alla caviglia: è una mezzala/trequartista, ma è dotato di buona intelligenza calcistica e può essere adattato anche su entrambi gli esterni. In quella posizione lo provò Pioli nel primo tempo col Como, quando schierò l'ex Empoli esterno sinistro in un 4-4-2 sperimentale che il tecnico mai più ripropose. Può tornare utile, a patto che la condizione fisica sia accettabile. Gosens, invece, è alle prese con un problema muscolare che continua a tenerlo fuori. La sua comfort zone è quella dell’esterno di centrocampo, ma l'anno scorso ha giocato spesso da terzino e Vanoli ha aperto alla possibilità di utilizzarlo più alto, sfruttandone inserimenti e senso del gol. La sua presenza in campo, anche a livello di leadership, sarebbe preziosa. Infine, occhio al rientro di Lamptey: proprio come accaduto con Dodo, i tempi di recupero dall'infortunio al ginocchio potrebbero essere relativamente brevi e tra un mese potrebbe già tornare tra i convocati.

Tante soluzioni, poche certezze. Con il mercato alle porte qualcosa cambierà, ma è difficile pensare che già dal 1° gennaio la Fiorentina abbia a disposizione esterni di ruolo pronti. Per questo Vanoli almeno per le prossime 3 partite dovrà continuare a fare di necessità virtù. Una cosa però è chiara: indietro non si torna.


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