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CdS-Stadio – Atta: «Qui perché colpito da idee di Grosso e Paratici. Scelta perfetta per me»

Lunga intervista al centrocampista della Fiorentina Arthur Atta, arrivato pochi giorni fa dall’Udinese 

Si racconta così al Corriere Dello Sport Stadio il neo centrocampista della Fiorentina Arthur Atta: «Il pallone è entrato subito nella mia vita e quanta pazienza ha avuto mia mamma con me e con mia sorella, ma lei riusciva a risolvere tutto con la sua calma e la sua tranquillità, due caratteristiche del carattere che poi mi ha trasmesso. Mentre mio padre (originario del Benin, ndc) è stato il valore aggiunto per me: mi ha aiutato quand’ero ragazzo che cominciavo e non conoscevo certe cose, lui invece sì per essere stato a sua volta un calciatore e quelle cose me le spiegava, me le faceva capire, senza mai mettermi pressione e sempre con un modo di fare positivo. La stessa positività di mia madre. Non posso che ringraziarli».  

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STEP. Calciatore vero? «Nel trasferimento dal Rennes al Metz, per certi versi inatteso e improvviso: era un’altra possibilità che mi veniva concessa e allora ho capito quale sarebbe stata la mia strada. Il Metz e l’Udinese, per la precisione. Nell’ultimo giorno di mercato ho fatto la scelta di andare in Friuli (estate 2024, ndc) e sono molto contento di averla fatta. Perché, non per fare un raffronto che metta in negativo la mia esperienza in Francia, tutt’altro, ma qui ho imparato tanto sotto tutti gli aspetti. Palestra, corse, video, tattica: gli allenamenti sono completamente differenti, il livello si è alzato immediatamente e io sapevo di dover imparare per migliorare. È stato uno step fondamentale per la mia carriera».  

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SCELTA FIORENTINA. «Perché ho parlato con Paratici e Grosso e mi sono piaciute tantissimo le loro idee sulla gestione del club, sul metodo di voler costruire la squadra , sul gioco da farle fare. Non ho avuto dubbi sulla decisione da prendere: non mi sono lasciato influenzare da sensazioni o fattori esterni e ho sentito subito che sarebbe stata quella giusta». Offerte Premier? «C’era solo la Fiorentina e vorrei ringraziare ancora il presidente Commisso, sua madre Catherine, Ferrari e Goretti oltre a Paratici che mi hanno permesso di essere qui. Per me è motivo di grande orgoglio poter indossare una maglia così prestigiosa come quella della Fiorentina».

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