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Vanoli, aria di derby per il futuro. Spalletti e quel destino mai concretizzato

L'ex Torino e il fiorentino, sfida tra le panchine: entrambi si giocano un pezzo di futuro

C'è chi ha vissuto per mesi la sfida alla Juve come un derby, e chi da fiorentino (di Certaldo) affronta i viola ancora alla guida di una "strisciata". Paolo Vanoli e Luciano Spalletti, uno contro l'altro in Juventus-Fiorentina. Non si sa quando, se domenica o lunedì, ma entrambi si giocano un pezzo di futuro. Per motivi diversi.

RIFLESSIONI. Vanoli l'obiettivo per cui era stato chiamato a Firenze l'ha già conquistato. Si è salvato con due giornate d'anticipo, ha raccontato tutto il proprio orgoglio per aver centrato la missione la scorsa domenica contro il Genoa. Sorrisi in conferenza stampa, maglia in memoria di Rocco Commisso per dedicare il risultato al presidente scomparso. Nonostante la sonora contestazione dei tifosi. Ma rispetto alla scorsa settimana, sono in rialzo anche le quotazioni per una permanenza del tecnico sulla panchina viola anche per la prossima stagione. Le riflessioni sono in corso, una decisione definitiva non è stata ancora presa. La società ha apprezzato il suo lavoro e i suoi sforzi per riportare a galla la barca che stava affondando, ha visto come ha gestito uno spogliatoio che pareva a pezzi. Da Grosso a Iraola, Paratici sta valutando diversi profili per il futuro, ma non è scontato l'addio di Vanoli. In attesa di capire anche quali saranno le linee guida della famiglia Commisso anche a livello economico. Non c'è al momento l'intenzione di cambiare tanto per cambiare, insomma.

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PER UNA GIOIA. E' chiaro quindi che Vanoli si stia giocando tanto anche in queste ultime partite. A Roma non ha avuto risposte dalla sua squadra, che di fatto non è scesa in campo. E l'ha fatto presente ai ragazzi. Contro il Genoa tutti si aspettavano un "pareggino" del genere e il brodino è arrivato. Contro Juve e Atalanta, senza assilli di classifica o paure, bisognerà vedere qualcosa di diverso però. Vanoli lo ha chiesto ai suoi giocatori, tirar fuori un po' di orgoglio contro avversarie di livello. A partire da Torino, dove il tecnico vivrà una sorta di derby personale. Non ha mai vinto contro la Juve in carriera: una sconfitta e un pari l'anno scorso sulla panchina granata, l'1-1 del Franchi all'andata a novembre quando i viola giocarono anche una gara discreta. Anche da giocatore nessuna gioia contro i bianconeri: 4 sconfitte e 4 pari.

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DA CERTALDO. Sull'altra panchina ci sarà Spalletti. Altro curriculum, altra storia. Una storia che si intreccia e si è intrecciata spesso con quella della Fiorentina. Sia perché in un paio di momenti, negli ultimi anni, voci e suggestioni ci sono state. Sia perché non sono mancate anche tensioni tra la tifoseria e l'allenatore di Certaldo, che pure è cresciuto nel settore giovanile gigliato e non ha mai nascosto l'affetto per i colori viola.

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SEMPRE AVVERSARIO. «Vederla in difficoltà mi dà fastidio», disse Spalletti quando ancora c'era Pioli in panchina. «Allenare la Fiorentina? Prima di smettere è una cosa a cui penso...». Un matrimonio, un destino che però non si è mai concretizzato. Anzi, negli anni non sono mancati gli screzi con la tifoseria viola. Sia quando guidava il Napoli (con il famoso diverbio con i tifosi del parterre di Tribuna) sia ai tempi dell'Inter. Nel weekend sarà però di nuovo avversario. Spalletti cercherà punti fondamentali per un posto in Champions e punterà di nuovo sull'ex Vlahovic. Uno che all'andata "rischiò" di essere decisivo, prima che quel rigore fischiato per fallo di Pablo Marì fosse annullato dopo revisione al Var. Mezza Italia (tra milanisti, napoletani, romanisti e comaschi) domenica (o lunedì) tiferà Fiorentina.


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