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Tutti italiani, nessun italiano (o quasi). Paratici sta invertendo anche la geopolitica del mercato viola

Paratici sta cambiando anche la geopolitica del mercato in entrata della Fiorentina. Per ora nessun italiano

La Fiorentina internazionale di cui parlava il ds viola Fabio Paratici quando venne presentato a febbraio si sta pian piano andando a comporre. Il percorso per completare la rosa gigliata è ancora lungo, ma rispetto al passato si notano già una valanga di aspetti di discontinuità. Sicuramente nel modo di condurre la campagna trasferimenti, andando ad aggredire quei profili considerati di spessore e funzionali prima di dover aspettare che qualcuno vada via. E’ stato così per Dragusin, Viery e Atta. L’altro è quello legato alla ‘geopolitica’ del mercato. Fin qui sono arrivati tre stranieri, con Oulaï e Thorstvedt che rimangono in orbita viola per la mediana, Oso e Valdepenas per le corsie esterne difensive, Koleosho, Lang, Bakayoko, Volpato e altri per quelle esterne offensive. Il conto di quanti italiani stia prendendo Paratici è presto fatto: per adesso 0, tra gli obiettivi circolati 1. Come detto il mercato è ancora lungo e le caselle da riempire sono ancora molte, ma che ci sia stata una forte inversione di tendenza anche sulla nazionalità dei calciatori in entrata è abbastanza evidente.

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NON UNA CASUALITA’. Non è una moda, ma un’esigenza. Il sogno di una Fiorentina che fosse il serbatoio della Nazionale azzurra che aveva Rocco Commisso è andato a incastonarsi nell’era di maggior crisi del calcio italiano. Puntare quasi esclusivamente su calciatori italiani, solo perché italiani, aveva un suo perché a livello filosofico e ideologico, ma non ha pagato. Almeno sull’oggi, perché il domani potrebbe raccontare cose differenti, tra Comuzzo, Ndour, Kean (se rimane), Fagioli (se rimane), Parisi, Martinelli e un’altra caterva di giovani viola che riempiono le selezioni giovanili dell’Italia (più alcuni giovanissimi presi per il settore giovanile da Paratici). 

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OGGI. La Fiorentina, d’altronde, non può stare troppo ad aspettare che i giocatori italiani si sveglino e tornino ad essere i più forti del mondo. Se il calcio italiano non va ai Mondiali da tre edizioni un motivo ci dovrà pur essere. E infatti, per quella che è stata la ‘geopolitica’ degli acquisti degli ultimi anni, la Fiorentina si è trovata con un solo giocatore impegnato in un Mondiale a 48 squadre. Paratici sta mandando segnali chiari, la Fiorentina vuole fare uno step in avanti immediato. O almeno il più celermente possibile. 

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