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Tieni, vendi o presti? I portieri

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La nuova stagione viola è solo nelle fasi preliminari, ma già sappiamo chi sarà con ogni probabilità l’allenatore della Fiorentina del futuro, e quali sono gli elementi della rosa. Tanti, troppi o troppo pochi: analizziamo il gruppo squadra reparto per reparto, decidendo chi è dentro o fuori. Ovviamente, verranno considerati i giocatori con possibilità di imporsi nel gruppo, (es: molti dei giocatori di rientro dai prestiti non verranno presi in considerazione), e che hanno avuto un ruolo di spicco in questa stagione appena conclusa.

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Il gioco è semplice: chi vendere, chi prestare o chi tenere. Partiamo dagli estremi difensori gigliati.

DE GEA 

Il portiere spagnolo ha avuto una notevole involuzione nel suo secondo anno a Firenze, nonostante sia stato insignito da Vanoli della fascia di capitano, un attestato di stima al suo valore come uomo-squadra e giocatore dal pedigree nettamente superiore rispetto ai suoi sodali. Anno difficile per lui, come per tutta la squadra, condito da voci di mercato, al netto dell’apparente volontà di De Gea di rimanere a Firenze e concludere la sua illustre carriera in riva all’Arno.

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Perché tenerlo: per le sue doti di leadership, per la difficoltà nel trovare un altro nel suo ruolo con la sua esperienza e per sperare in un suo riscatto al suo terzo (e ultimo?) anno a Firenze. E magari, per non vederlo giocare con la maglia della Juventus…

Perché venderlo: De Gea ha 35 anni e un contratto oneroso (sui 3,5mln a stagione): un profilo in controtendenza se il progetto del club è quello di iniziare un nuovo ciclo affidando la squadra a Grosso per, mettiamo, 3 anni. Tanto vale ripartire da un nome nuovo, che sia un giocatore d’esperienza (come Falcone, Provedel o Di Gregorio) e nel frattempo far crescere Martinelli alle sue spalle.

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CHRISTENSEN

Buona uscita nell’ultima amichevole, ehm, partita di campionato, contro l’Atalanta. Un ragazzo che da queste parti ha fatto più presenze al Colle Bereto che in prima squadra, un cavallo pazzo di quelli che sanno scaldare una piazza come Firenze. A parte gli scherzi, è difficile intravedere un futuro qui per il portierone danese, che forse vorrà giocarsi le sue carte altrove, magari in altri campionati.

Perché tenerlo: è comunque un buon secondo, e non appare come un profilo che scalpita per guadagnarsi la titolarità.

Perché venderlo: non sarebbe un dramma liberarsene. Il suo impatto a Firenze non è stato niente di che, e la società potrebbe provare a liberarsi del suo stipendio, promuovendo Martinelli nel ruolo di secondo.

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MARTINELLI

Si è fatto un gran parlare di questo giovane portiere, nato e cresciuto a Firenze e con la Fiorentina nel sangue. Il suo erasmus alla Samp ha funzionato: 7 clean sheets in 16 presenze di B, da gennaio a maggio. Un nome su cui si continuerà a discutere, vista l’incertezza tra i pali.

Perché tenerlo: In caso di una cessione di De Gea, potrebbe venir preso in considerazione come titolare (difficile), o comunque restare al Viola Park a crescere e fare il secondo dietro a un portiere più esperto, come i sopracitati Provedel, Falcone o Di Gregorio.

Perché prestarlo: forse è ancora troppo presto per responsabilizzarlo nel ruolo di titolarissimo della Fiorentina di Grosso. L’idea giusta sarebbe quella di seguire le voci di mercato, che lo vorrebbero nel mirino di qualche squadra di B, come l’Avellino, ad esempio. Un altro anno di apprendistato in cadetteria potrebbe giovare a un ragazzo che in fondo ha solo 20 anni, in un ruolo in cui solidità ed esperienza sono la chiave.

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LEZZERINI 

Tornato a Firenze l’estate scorsa dopo quasi 10 anni e un lungo percorso nelle categorie minori, Lezzerini è arrivato con il solo scopo “totemico” di essere un terzo portiere affidabile, un buon manico a cui rivolgersi in situazioni di emergenza, che conosce bene l’ambiente e il club.

Perché tenerlo: Lezzerini ha da poco rinnovato il suo contratto fino a giugno 2028, quindi non ci sono troppi motivi per attendersi una sua eventuale cessione.

Perché venderlo: leggi sopra.

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