"Tenerlo ed accontentarlo", ripartiamo da qui. Le decisioni su Vlahovic e sul nuovo tecnico daranno a Firenze le risposte che cerca
Al di là degli attacchi ai giornalisti, la frase di Commisso su Vlahovic lascia ben sperare. La soluzione della vicenda dell'attaccante e la scelta del tecnico diranno molto sul futuro della Fiorentina
Commisso tuona. Lo fa contro i giornalisti, in una conferenza stampa dalla quale ci si aspettava di parlare di calcio e di futuro. Poco, pochissimo, lo spazio per quel che è stato e - soprattutto - per quel che sarà. Tanti, invece, gli attacchi a giornalisti e testate.
Commisso ha fatto nomi e cognomi, destando anche un po’ di stupore in certe affermazioni. Schierarsi da una parte o dall’altra non è lo scopo di questo editoriale. Ci sono stati già molti modi, su LaViola.it, per commentare la conferenza stampa del Presidente.
Come sempre accade - specialmente a Firenze - l’esercizio di dividersi è riuscito benissimo. Tanti i tifosi rimasti delusi dall’atteggiamento di Commisso, probabilmente altrettanti quelli che si sono sentiti inorgogliti dalla strenua difesa dell’operato suo e della sua società, squadra compresa.
Come detto, però, non ci interessa schierarci.
Per un motivo semplice: non serve a niente. Come non serve a niente il muro contro muro che si è creato nella giornata di ieri. Come detto, ci piacerebbe parlare di calcio. E Commisso ci perdonerà se oggi gli argomenti toccano poco il Napoli ed il Crotone.
La Fiorentina, fortunatamente, ha chiuso il suo campionato a Cagliari. Un po’ per bravura sua e di Iachini. Un po’ di più per i demeriti degli altri. La squadra onorerà senz’altro il campionato, su questo non ci sono dubbi. Iachini terrà tutti sulla corda fino alla fine.
Dobbiamo però provare a spostarci in avanti di una decina di giorni, quando probabilmente Commisso sarà già tornato a New York.
L’agenda è chiara: non sarà neanche a Moena a luglio, tornerà a Firenze nel mese d’agosto. Gli annunci, quelli pesanti e che interessano davvero, toccheranno a qualche altro dirigente.
Dopo il Crotone, appunto, la Fiorentina comincerà a comunicare le proprie intenzioni.
Sono un paio le cartine tornasole per capire in che direzione andremo. Il rinnovo di Vlahovic e la scelta del nuovo allenatore. E chissà cosa avranno pensato, fra parentesi, i tecnici interpellati nel vedere il Commisso furioso di ieri mattina.
Ma tant’è. Sul tecnico la linea è tracciata. Commisso ha scelto da mesi Gattuso. E’ il suo preferito, come uomo e come tecnico. Resta da capire se riuscirà a convincerlo nelle prossime settimane. Non scontato. Anzi. Gattuso vuole un progetto ambizioso, che possa aprire un ciclo di quelli veri.
Per farlo occorre una mezza rivoluzione. Non totale, perché cambiare gran parte della squadra nello spazio di un’estate è impossibile. Difficile comprare, ma anche vendere senza svendere non è semplice. Da qui l’input della Fiorentina, di voler cambiare al massimo 3-4 titolari.
I due centrali, probabilmente il regista, e la seconda punta, con Ribery che dovrebbe restare con un ruolo in campo meno da titolare. In diversi hanno sommessamente fatto notare che forse bisognerebbe cambiare anche in qualche altro ruolo e che la permanenza di Vlahovic è fondamentale.
Ed eccoci al secondo grande nodo.
Ieri Commisso, in una raro momento in cui ha risposto a qualcosa inerente la squadra, ha detto di voler “tenere ed accontentare” Vlahovic. Rapporti però interrotti nelle ultime due settimane. Le parti si sono prese tempo per riflettere.
Commisso ripartirà alla volta degli Stati Uniti con ancora la questione irrisolta. E’ chiaro che adesso serva una proposta all’altezza dei 21 gol del giovane serbo in campionato. Se l’aspetta Vlahovic, ma se l’aspettano ormai anche i tifosi della Fiorentina, che attendono di capire quale sarà il piano di rilancio di Commisso per la prossima stagione.
Ieri non c’è stato spazio per parlarne, speriamo che a breve si possa toccare l’argomento futuro in modo più concreto.
In fin dei conti, le critiche derivano spesso dal troppo amore. Per la Fiorentina e per la maglia viola. Perché dopo anni di mediocrità c'è il desiderio e la voglia di sentirsi protagonisti.
Magari senza vincere niente, come è accaduto spesso, ma orgogliosi di tifare viola.



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