Vai al contenuto
×

Stasera l’ultima chiamata europea. Sarà un nuovo inizio?

I viola lotteranno per le poche chance di passaggio del turno, in caso di sconfitta sarà “reset” europeo

Una fine corrisponde a un nuovo inizio. Stasera al Franchi la Fiorentina proverà a giocarsi le poche chance di passaggio del turno, contro un Palace motivato e che, a detta del proprio mister Oliver Glasner, non scenderà sul rettangolo verde con la convinzione di aver già passato il turno. Parole di circostanza che però nascondono un desiderio forte, una necessità quasi stringente da parte dei londinesi di mettere le mani sul primo trofeo continentale della loro ultracentennale storia.

sponsored

ORGOGLIO. E a proposito di centennali, la Viola celebrerà quest’anno il suo, fortunatamente scongiurando i festeggiamenti in serie B. Vietato però pensare che la Fiorentina con la regia di Paolo Vanoli abbia confezionato un capolavoro da Oscar calcistico: la salvezza (quasi) raggiunta non dev’essere venduta come un miracolo sportivo, ed è sbagliato pensare che la squadra possa sentirsi con la pancia piena, ora che ha raccolto un numero sufficiente di punti in campionato per togliere i piedi dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Un moto d’orgoglio è quello che serve: ribaltare un 3-0 è dura, ma la soddisfazione nel riuscirci, o nell’andarci vicini, è molto più grande di una salvezza raggiunta con giornate d’anticipo. Darebbe ai festeggiamenti viola per i 100 anni di storia un sapore del tutto diverso, e sarebbe un capitolo unico nella recenti cronache europee a tinte viola. Un’impresa mai compiuta, in sostanza, nelle altre edizioni della Conference League. Lo slancio definitivo verso un finale di stagione non solo da onorare, ma da rendere memorabile.

sponsored

NUOVO INIZIO? Ovviamente, le statistiche giocano a sfavore dei viola. Ribaltare un “cappotto” così netto è riuscito solo alle grandi, anzi alle gigantesche squadre europee, come il Barcellona ad esempio, ma nel suo piccolo la Fiorentina sa di essere la regina senza corona della Conference. Una magra consolazione? Può darsi. Se il percorso europeo dovesse terminare stasera, sarebbe non solo l’ultimo capitolo di una stagione che ha scoperto tutta la gamma emotiva del calcio (dalla disperazione alla felicità, dal buio pesto alla luce), ma anche la fine di un viaggio che dura da quattro anni. Addio alla Conference, e una stagione prossima senza coppe: sarebbe la prima dal 2021-22.

sponsored

Un “vantaggio” da sfruttare per il club e il suo ds Fabio Paratici, tolti i mancati introiti per la qualificazione europea. Questo reset arriva al termine dell’anno zero, in cui tutti gli errori gestionali, manageriali, tecnici commessi dall’attuale proprietà hanno trovato sfogo e sono emersi a galla. Un’occasione per imparare dagli errori e ripartire con obiettivi concreti, e non aleatori, come “migliorare il piazzamento dello scorso anno”, che a poco serve, se ogni anno fa storia a sé e ci mostra una Fiorentina profondamente diversa rispetto a quella precedente. Un punto a capo che dovrà passare per la scelta del nuovo allenatore (e già si è acceso il toto-nomi), ma anche da una rifondazione della rosa e, appunto, l’identificazione di un obiettivo che può e deve essere il piazzamento nell’Europa che conta, aspetto a cui ha fatto eco lo stesso Paratici nell’intervista concessa al Corriere una settimana fa. Tutto questo per riportare Firenze e la Fiorentina dove meritano.


Lascia un commento